Si è celebrato ieri a Reggio Calabria il 252esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, un’occasione per ribadire il ruolo cruciale del Corpo nel presidio della legalità economica e nel contrasto alla criminalità organizzata. In un territorio complesso, l’azione delle Fiamme Gialle non si limita alla repressione, ma punta a tutelare il tessuto sano dell’economia locale.

A margine della cerimonia, il Colonnello Agostino Tortora, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, ha illustrato i risultati raggiunti e la visione strategica per il futuro.

L'intervista al Colonnello Agostino Tortora

Colonnello, i numeri testimoniano un attacco frontale ai patrimoni illeciti. Qual è il bilancio recente?

«Abbiamo tassato quasi 20 milioni di euro a soggetti che negli ultimi tempi avevano introitato guadagni derivanti da attività criminali. Proprio negli ultimi giorni abbiamo eseguito un'ulteriore confisca di circa 11 milioni di euro nei confronti di cinque soggetti con collegamenti contigui alla criminalità organizzata. Il nostro obiettivo è colpire il cuore economico dei clan per restituire ossigeno al territorio».

In una città che soffre per la povertà, il vostro ruolo sembra andare oltre la sicurezza finanziaria. È corretto parlare di una "missione sociale"?

«Assolutamente sì. Come Guardia di Finanza, consideriamo la vocazione sociale un asse portante della nostra missione istituzionale. Intendiamo metterci accanto ai cittadini onesti, alle forze produttive sane e alle imprese che rispettano le regole. Tutelarli dalla concorrenza sleale e dalle insidie della criminalità organizzata è fondamentale per far respirare l'economia sana della città».

Per quanto riguarda il supporto della cittadinanza, notate un cambiamento? C'è un incremento delle denunce da parte degli imprenditori?

«La repressione e la prevenzione sono essenziali, ma non bastano. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. È necessario un cambiamento di mentalità e un sussulto di resistenza nei confronti dell'indifferenza e della semplice lamentela. Tutti siamo responsabili: una collaborazione attiva da parte della società civile può darci una mano enorme nella nostra attività».

Infine, le nuove tecnologie rappresentano una sfida crescente. Come vi state muovendo contro le truffe online e l'uso di criptovalute?

«Purtroppo la criminalità sta sfruttando appieno le potenzialità della rete e dei nuovi flussi finanziari come le criptovalute. Tuttavia, abbiamo aggiornato il nostro dispositivo di contrasto per metterci alla pari dei criminali. I primi risultati di questo aggiornamento tecnologico si iniziano già a vedere».