Un coro unanime di sdegno e una massiccia mobilitazione di solidarietà stanno attraversando in queste ore la piana di Gioia Tauro e l’intera Calabria, in risposta ai vili atti intimidatori che hanno colpito ancora una volta Patrizia Rodi Morabito, nota imprenditrice agricola di Rosarno. I terreni di famiglia, cuore pulsante della “Tenuta Badia”, un’attività condotta con passione e dedizione, sono stati nuovamente bersaglio di episodi che tentano di minare la serenità di chi opera onestamente sul territorio. Un rogo ha devastato coltivazioni di Kiwi, arance, melograni e con essi sacrifici economici e morali. Tuttavia, la risposta è chiara: non si intende fare passi indietro di fronte alla criminalità organizzata e alla prepotenza. Patrizia Rodi Morabito
non molla
, è un esempio di resilienza e coraggio in un contesto molto difficile.

Molteplici i messaggi che invitano l’imprenditrice a proseguire nel suo cammino. Le istituzioni, i rappresentanti politici e semplici cittadini, stanno esprimendo profonda vicinanza. Nel pomeriggio di venerdì 7 agosto, i rappresentanti del Pd regionale si sono recati sui terreni recentemente dati alle fiamme per far sentire il proprio sostegno alla donna. Sono intervenuti il senatore e
segretario regionale Pd Nicola Irto, il vicepresidente del consiglio regionale Giuseppe Ranuccio, il segreterio metropolitano Pd Giuseppe Panetta e il senatore capogruppo Pd in commissione antimafia, Walter Verini.

Patrizia Rodi Morabito: «Non
è una questione di forza, sto facendo ciò che è giusto fare»

«Sono grata a tutte queste persone che mi stanno dimostrando vicinanza – ha dichiarato ai nostri microfoni Patrizia Rodi Morabito, che è anche dirigente di Coldiretti e membro di giunta della Camera di commercio di Reggio Calabria -. Sono giornate calde, non è scontato che ci si muova per andare a trovare chi sta subendo tutto questo accanimento. Atti che non riesco a spiegarmi. Non credo di avere cattivi rapporti con le persone, anche qualora ci fossero stati, poi ci sono stati dei chiarimenti. Per riparare tutti i danni subiti, poi non riusciamo ad assumere altro personale. Mi preoccupa molto come
affronteremo le prossime stagioni lavorative. Qui sono a casa mia, sto tutelando un luogo che mi è stato affidato affinché ne abbia cura e che possa produrre. Non è una questione di forza, sto facendo ciò che è giusto fare.
Questi fatti succedono ovunque. Non mi piace che si dipinga questa terra a tinte fosche. Qui si può lavorare, bisogna essere un po' più coesi per evitare che succedano questi problemi».

Nicola Irto: «Vicinanza a chi vuole rimanere in questa terra»


«Giusto dare un segnale di vicinanza come Partito Democratico non solo all'imprenditrice, non solo alla donna, ma alla persona che rimane in questa terra, investe e vuole continuare a produrre nel suo territorio e a combattere la ‘ndrangheta – ha affermato Nicola Irto -. Noi siamo venuti a metterci la faccia, a dire da che parte dobbiamo stare, a dire che i mafiosi non hanno diritto di cittadinanza, che semmai troveranno non solo la reazione dello Stato, non solo la reazione di Rodi che resiste, ma anche quella della nostra comunità, che dice che gli imprenditori devono essere lasciati liberi in questa terra».


Walter Verini: «Diritto a sperare in una Calabria migliore e più giusta»


«Se non c'è legalità, rispetto delle regole, è chiaro che non ci possa essere sviluppo, è chiaro che non ci possa essere prospettiva di lavoro, perché l'illegalità, le intimidazioni, la violenza, impediscono in radice alle comunità di vivere – ha dichiarato Walter Verini -. Il coraggio che dimostra Rodi Morabito non dovrebbe esserci, non dovrebbe esserci bisogno di coraggio, dovrebbero essere delle terre dove ci sia convivenza civile. Siamo fiduciosi di quello che fa la procura, la magistratura, e anche di quello che fa lo Stato per la sua incolumità, per il suo diritto diritto al lavoro, per il suo diritto di sperare in una Calabria migliore e più giusta, piena di vita. Con la commissione antimafia settimana scorsa siamo stati al Porto di Gioia Tauro, è chiaro che quando si parla di queste drammatiche vicende che accadono qui non si può ignorare quella realtà. Quindi, legalità piena del Porto di Gioia Tauro, contrasto alla 'ndrangheta, al traffico di cocaina, all'indotto che produce e che è collegato poi anche a queste intimidazioni, questo deve essere un grande tema, non solo del PD calabrese e lo è e lo sarà, ma anche della politica nazionale».


Giuseppe Ranuccio: «Compito della politica stare accanto a chi non si piega alla ‘ndrangheta»


«La nostra presenza è una forma di solidarietà e un abbraccio all'amica Patrizia Rodi Morabito, che ancora resiste. Siamo e saremo sempre al suo fianco – ha evidenziato Giuseppe Ranuccio -. Proprio stamattina è stata audita in commissione anti ‘ndrangheta e ha fornito tantissimi spunti di riflessione. È compito della politica, che deve essere portatrice di sani valori, da un lato di stare accanto a persone che ancora trovavano il coraggio di non piegarsi alla forza della 'ndrangheta, e dall'altro lato mettere in campo gli strumenti per aiutare concretamente gli imprenditori che hanno il coraggio di fare impresa in Calabria. Ci affidiamo alla magistratura, alle forze dell'ordine, perché possano tutelare la persona e il patrimonio di Patrizia e quanto prima assicurare alla giustizia questi criminali».