«È stata accolta l’istanza di riesame proposta dall’avvocato Francesco Nizzari nell’interesse di Maria Antonietta Furfaro, in proprio e nella qualità di legale rappresentante della società Far Inerti srl.

Il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria (Pres. Francesco Petrone, a latere Giuseppe Amato e Domenico De Caridi) lo scorso 9 settembre ha annullato il decreto di sequestro disposto dal Gip di Palmi il 10 agosto, disponendo la restituzione dei beni.

La nota impresa – si legge nella nota dell’avvocato Domenico Infantino –  di lavorazione e fornitura di materiali per la produzione di cemento era stata posta sotto sequestro a seguito di un’attività d'indagine condotta dal personale della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera e della Sezione Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro coordinata dalla competente Procura di Palmi, finalizzata a fare luce su un preteso illegittimo sistema di estrazione, trasporto e lavorazione di materiale inerte proveniente direttamente dal fiume Petrace.

Alla legale rappresentante della Far Inerti srl. è stato contestato l’illegittimo impossessamento di materiale inerte costituente il sedime fluviale del Fiume Petrace, sottraendolo al demanio idrico dello Stato al fine di trarne profitto.

L’accusa era fondata sulla circostanza che lo scorso 6 agosto Donato Francesco, all’epoca dipendente della impresa, era stato notato a bordo di una pala gommata sull’argine del fiume Petrace.

L’avvocato Francesco Nizzari ha contestato radicalmente la sussistenza del reato imputato evidenziando in primo luogo come non vi sia prova che il Donato Francesco stesse prelevando materiale dal fiume Petrace (in località contrada Foresta) e ravvisando in secondo luogo come la condotta del Donato in ogni caso fosse del tutto sganciata da Maria Antonietta Furfaro.

Sulla base di tali rilievi il Tribunale reggino ha annullato il provvedimento di sequestro», conclude l'avvocato Infantino.