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Qualche giorno di ritardo per l’inizio dei lavori, tuttavia niente è fermo per quanto riguarda piazza Garibaldi. L’immobilità è solo apparente. Avrebbero dovuto già essere iniziati gli scavi per ricominciare, stavolta con tutti i crismi, per riportare alla luce i resti nella centrale piazza reggina.
L’edicola
Il piccolo intoppo consiste nell’attesa per l’arrivo degli arredi che potranno completare l’edicola nuova. L’attuale esercizio commerciale, che si trova proprio dove gli scavi andranno effettuati, si sposterà solo dopo il completamento della nuova edicola.
I rilievi
Sappiamo tuttavia che in questi giorni tecnici competenti, guidati da Fabrizio Sudano, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, hanno continuato con le misurazioni e i rilievi in piazza. Tutto dovrà essere pronto per intraprendere gli scavi. Un’avventura storica cominciata nel corso degli scavi per la costruzione di un parcheggio che portarono alla luce, nel 2016, una serie di reperti. La storia successiva è nota: lo stop ai lavori, la copertura, la riconversione dei fondi da utilizzare per fare chiarezza.
Gli scavi
Sappiamo, come ha chiarito Sudano, che si procederà per step, partendo dall’angolo della piazza in cui oggi si trova l’edicola, il vecchio scavo, che sarà poi allargato fino all’inizio del corso Garibaldi e via Aspromonte, senza toccare la strada, e poi scendere verso la statua di Garibaldi ma non arrivare a metà piazza.
L’enigma storico
Nonostante si aspetti la progressione degli scavi, su un punto sembrano convergere tutte le teorie, che si tratti cioè di un luogo sacro, per una struttura datata dal I d.C. e frequentata anche fino al III IV sec. d.C.
Lo stesso Sudano aveva spiegato che sembrerebbe «un’area sacra, con un edificio di culto centrale e intorno con spazi dedicati. Allargando lo scavo avremo altre informazioni: il contesto sembra ben conservato, considerate le brocche integre che abbiamo rinvenuto. Deve essere accaduto qualcosa, un evento alluvionale o altro che ha completamente coperto tutto e tutto è rimasto cristallizzato al momento dell’abbandono».
Tesi sulla quale converge anche Daniele Castrizio, storico e docente di numismatica all’università degli Studi di Messina che ricorda: «È una zona sicuramente fuori città, ma è sacra perché li era stata fondata e quindi di una rilevanza straordinaria. Un’area sacra, il mausoleo di un personaggio importante? Gli scavi ce lo diranno».
Tasselli in più andranno ad aggiungersi a quanto sappiamo sulla storia di Reggio.

