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A Bivongi, presso l’ex asilo comunale, in Via Margherita, si terrà la mostra fotografica “Francesco, il mondo: momenti“. L’esposizione, curata da Armando Di Landro e organizzata da Pietro Melia, presenta le opere del fotografo Franco Origlia e sarà visitabile dall’8 agosto al 15 settembre.
La mostra verrà inaugurata venerdì 8 agosto alle ore 18:00
«Momenti: sono quelli raccontati in questa mostra attraverso salti nel tempo. Proprio ai momenti che questa mostra è dedicata, al ricordo dei tanti, indelebili e felici momenti che questo Paese mi ha regalato durante l’infanzia, inoltre, a mia madre che a Bivongi è nata, alle sue geografie e alle persone che le popolano.
Non ho mai voluto autocelebrarmi – dichiara Franco Origlia – il tempo ho preferito investirlo nel raccontare volti e storie con la voglia di far apparire le mie foto davanti ad un pubblico sempre più vasto con l’unica speranza che qualche fruitore possa provare una semplice emozione nel guardarne una, consapevole ed indifferente al fatto che quasi nessuno si preoccupi di scoprirne l’autore.
Come dice il poeta “il ricordo, la memoria, sono forme di appartenenza” è per questo che ho voluto portare proprio qui, e prima di tutto, il mio racconto in immagini oltre a restituire quello che in passato da questo luogo ho avuto. Come Ulisse viaggiamo, corriamo, ci affanniamo, attraversiamo mari, storie ma alla fine c’è sempre un ritorno e quello che rimane sono solo momenti ed il loro ricordo. Infine, che cos’è una fotografia se non il ricordo di un fugace momento fissato da un obiettivo in un millesimo di secondo».
«È la fotocronaca, il racconto per immagini degli eventi contemporanei, richiede la capacità di cogliere attimi che sappiano trasmettere un fatto, un significato, in modo immediato, all’occhio del pubblico dei media e degli osservatori. In tal senso il lavoro di Franco Origlia è un esempio fulgido. Fotografo con 45 anni di esperienza, di origine bivongese, Franco è stato un attento osservatore di momenti diversi, ma passati tutti alla storia, racchiusi e raccontati da scatti fotografici sempre forti. Così, il volto di Bergoglio sorridente tra la folla in San Pietro, oppure serio e consapevole al primo incontro ufficiale con Ratzinger (il Papa emerito che non c’era mai stato nella storia della Chiesa), hanno una forza evocativa indiscutibile ma allo stesso tempo una capacità semplice e diretta di raccontare, con la grande suggestione di chi è andato a vedere, di chi è stato testimone diretto. Si tratta solo di due esempi che daranno vita a questa mostra, insieme a molti altri – dichiara Armando Di Landro – come l’insieme di mani alzate in un applauso al funerale di Paolo Borsellino, al momento del passaggio della bara, oppure il fumogeno tricolore che si alza dal balcone di un appartamento di Roma durante i lockdown per il Covid. Oltre ai viaggi tra i volti più iconici dello sport, nazionale e internazionale, e del mondo della cultura e dello spettacolo. L’archivio, sterminato, e la conseguente selezione, difficile, raccontano a loro volta che Franco Origlia è stato ovunque si potesse andare, sui principali palcoscenici del mondo, del “qui e ora”, anche in quelli più difficili, dalla Cambogia al Montenegro. La scelta è ora quella di regalare una testimonianza di tanti viaggi e tanti racconti fotografici in giro per il mondo, alla propria terra, a Bivongi e alla Calabria».
«Di Franco Origlia conservo teneri ricordi – dichiara Pietro Melia – Della nostra bella gioventù. Quando ancora m’assillava la classica domanda “cosa farò da grande?” e non trovavo risposte, mi capitava spesso di girovagare per Roma e, non avendo dove dormire, mi ritrovavo puntualmente alla Pineta Sacchetti “ospite gradito” della signora Mariangela (bivongese doc) e dei suoi quattro splendidi figli. Poi, come inevitabilmente accade nella vita, ognuno imboccò la propria “strada” e solo il destino volle, forse (oppure stava già scritto nelle stelle), che a distanza di anni ci “ritrovassimo” entrambi nel campo della Comunicazione. Lui, Franco, col teleobiettivo puntato sul Mondo, io con carta e biro e, successivamente, con microfono per “raccontare”, come Lui, Storie di questa nostra Epoca. Però non ci eravamo mai persi di vista, le nostre “rimpatriate” a Bivongi, con i suoi amatissimi cugini Mario e Graziano, gli amici dell’infanzia e di sempre; i nostri comuni “momenti di lavoro” qui e la in Calabria, la grande manifestazione contro la centrale a carbone di Gioia Tauro (e quella straordinaria foto in bianco e nero dell’allora segretario generale della Cgil calabrese Saverio Zavettieri…), un duplice omicidio ad Archi “colto al volo” una delle “guerre di mafia” che caratterizzarono e insanguinarono Reggio Calabria (si potrebbe insomma scrivere il romanzo di una vita da romanzo…). E, per farla corta, da un altro, occasionale incontro nella Capitale, la chiacchiera e la sua proposta (un desiderio…): giunto a questo punto del mio percorso professionale (Franco è diventato nel frattempo uno dei più grandi e apprezzati fotoreporter contemporanei, lo avrete già capito…) non mi resta che donare a Bivongi, alla sua gente e a Donna Mariangela una parte di me. Da qui, l’idea della Mostra Antologica che avrete modo di ammirare».


