La serata finale celebra i vent’anni del festival e apre nuove strade ai vincitori di Next Actor Calabria. Tra i riconoscimenti «La Colonna» di Antonio Cofano, vince il premio per il miglior cortometraggio, Sergio Albelli riceve il riconoscimento intitolato a Leopoldo Trieste.
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«Il cinema è un presidio non solo di cultura, ma anche di umanità». Sergio Albelli sceglie queste parole per raccontare ciò che ha trovato al Reggio Calabria FilmFest. L’attore è tra i protagonisti della serata che ha chiuso la XX edizione della manifestazione: a lui è andato il Premio Leopoldo Trieste per l’interpretazione in Goodbye Baghdad. Il riconoscimento per il miglior cortometraggio è stato invece assegnato a La Colonna di Antonio Cofano, mentre Next Actor Calabria ha premiato tre giovani interpreti con nuove opportunità di formazione.
Ai nostri microfoni Albelli parla prima di tutto del festival e della città che lo ospita. «Sono molto felice di essere qui. Girando per l’Italia capita di incontrare realtà che dedicano al cinema tanta energia e tanto amore: è bello e dà fiducia». A Reggio Calabria era già stato molti anni fa, durante una tournée teatrale, ma ne conservava pochi ricordi. «È una città accogliente, dove è bello venire ed è bello stare».
In Goodbye Baghdad interpreta Nicola Calipari, un ruolo che racconta di aver affrontato con particolare partecipazione. «È stata un’interpretazione che mi ha molto coinvolto e toccato. Conoscevo la sua storia e per me è stata una grande responsabilità». Ricevere il premio intitolato a Leopoldo Trieste proprio nella città in cui l’attore nacque e si formò aggiunge un’emozione alla serata: «Per me è non solo un onore, ma un’emozione. Sono molto felice».
«La Colonna», dalla difesa di Capo Colonna al grande schermo
Antonio Cofano ha vinto il premio per il miglior cortometraggio con La Colonna, una storia ambientata a Capo Colonna. La protagonista è una giovane archeologa che torna nel suo luogo d’origine e decide di rubare la colonna per sottrarla a una possibile vendita, con l’aiuto del padre, un ex tombarolo.
Il punto di partenza del racconto, spiega il regista, è una vicenda legata alla tutela degli scavi nell’area di Capo Colonna e all’impegno del comitato Salviamo Capo Colonna. «Mi sono ispirato a quella storia, ingigantendola e creando una metafora. Ho sostituito il comitato con una sola ragazza, un’archeologa, e gli scavi con il monumento simbolo del luogo: la Colonna».
Per Cofano il cortometraggio è un modo di raccontare una storia compiuta in uno spazio ristretto: «Cerco di realizzare dei piccoli film attraverso i corti. La struttura è quella di un lungometraggio, ma bisogna condensarla in un tempo più breve».
Next Actor Calabria, le voci dei tre vincitori
La serata finale ha dato spazio anche a Next Actor Calabria. Gabriele Staltari e Pasquale Mammoliti hanno ottenuto il percorso Masterclass, mentre Ilaria Santacaterina si è aggiudicata una borsa di studio biennale presso l’A.C.A. – Accademia Cinema Aperto di Roma.
Staltari ha 35 anni e viene da Gerace. Ha già frequentato un’accademia, ma vede nel premio un’altra occasione per continuare a crescere. «Per me la cultura e l’arte sono vita, sono ossigeno che aiuta ad affrontare anche le difficoltà», racconta. «Andare in scena è un regalo: riuscire a emozionarsi e a far emozionare chi ci guarda è qualcosa di bellissimo».
Mammoliti accoglie il risultato con sorpresa. «Sono emozionato, un po’ spaesato. Non so nemmeno come sia successo», dice sorridendo. Per la prova ha scelto due monologhi diversi, uno di Shakespeare e uno di taglio cinematografico: una scelta con cui ha voluto mostrare più aspetti del proprio lavoro. «Forse la giuria ha apprezzato proprio questa diversità».
Per Santacaterina la borsa di studio significa due anni di formazione a Roma. Nella prima selezione ha presentato un monologo tratto da Barbie, scelto perché sentiva vicino il tema delle insicurezze: «Mi ha dato la possibilità di esprimere anche qualcosa di me». Nella seconda fase ha portato un monologo da Ragazze interrotte, cercando un personaggio molto diverso. «Volevo sperimentare, mettermi in gioco e affrontare una sfida».
Adesso il passo successivo è concreto: «Andrò a Roma e studierò lì per due anni. Questa opportunità per me è davvero un sogno che si realizza. Spero che da qui si aprano nuove strade».
Gli altri riconoscimenti della serata
Durante il galà, condotto da Marco Mauro insieme al direttore generale Michele Geria e al direttore artistico Gian Lorenzo Franzì, Simone Manetti ha ricevuto il premio per la miglior regia di Goodbye Baghdad. Il Premio Gianna Maria Canale per la miglior attrice è andato a Paola Tiziana Cruciani per Dov’è che ci siamo già visti?, mentre Luciana Zungri ha ottenuto il premio speciale WIFTMI per Jungi Mundu.
Consegnato anche Il Bergamotto d’Argento a Ludovica Nasti, madrina del Festival per questa XX edizione e componente della giuria di Next Actor Calabria, festeggiata sul palco per il suo ventesimo compleanno, e a Giampaolo Morelli. L’attore e regista, che ha ricevuto anche il Premio Boutique Rocca, ha espresso il desiderio di girare il suo prossimo film a Reggio Calabria.
Tra gli altri momenti della serata, la presentazione di Tau, In Segno d’Amore dello scrittore Michele Caccamo, opera realizzata con Claudio Baglioni, e la proiezione del cortometraggio L’ultima seduta diretto da Elisabetta Rocchetti. Si chiude così l’edizione del ventennale, tra cinema, arte e cultura e, per i giovani vincitori, un nuovo percorso appena cominciato.

