I raffinati ritratti in bronzo di Antonio Affidato in mostra in piazza Paolo Orsi nel museo Archeologico di Reggio Calabria.

La dea dell’Olimpo e moglie di Zeus, Hera, il lottatore greco antico pregiatosi di sette vittorie olimpiche e condottiero, Milone, e l’eroe e semidio che per i crotonesi fu il fondatore dell’antica Kroton, Eracle. Si uniscono alla primordiale dea della Terra, Gea, alla gorgone Medusa, al filosofo e matematico Pitagora, al re persiano Serse e ai crotonesi Alcmeone, medico e filosofo, e a Phayllos, l’atleta e militare, per proseguire l’emozionante viaggio alla riscoperta del mito tracciato da Antonio Affidato con i suoi preziosi ritratti in bronzi. Rara Avis (dal latino letteralmente “uccello raro”) torna a dispiegare le sue ali su Reggio Calabria.

Rara Avis 2026 di Antonio Affidato al MaRC

Il fine scultore, figlio del maestro orafo crotonese Michele, dopo la prima mostra nella pinacoteca civica per il 50esimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace nel 2022, adesso in piazza Paolo Orsi nel museo Archeologico di Reggio Calabria, tra i due prestigiosi capolavori dell’arte greca, fino al prossimo 18 settembre. Iniziativa patrocinata dalle Accademie di Belle Arti di Reggio Calabria e di Catanzaro. All’inaugurazione, preceduta da un incontro nella sala conferenze, presente anche il sindaco di Reggio Francesco Cannizzaro.

«Reggio Calabria – ha sottolineato lo scultore Antonio Affidato - è sempre una tappa molto importante nel percorso di Rara Avis che prosegue, con questa prestigiosa esposizione curata qui da Daniele Castrizio nel museo archeologico di Reggio Calabria, dopo le mostre al museo archeologico nazionale di Crotone e di Taranto. Questa volta Reggio assume una valenza particolarmente significativa anche per il mio percorso personale. Sono onorato e orgoglioso che le mie opere siano adesso qui accanto ai Bronzi di Riace, uno di quei simboli principali della mia terra, con i quali entrano in dialogo a livello tematico ma soprattutto anche a livello materico, poiché io lavoro con il bronzo. Dunque si crea un ponte, che poi è quello a cui punta Rara Avis, ossia accorciare le distanze temporali, avvicinare e contribuire a riscoprire il passato e a sottolineare quanto sia importante conoscerlo.

Rara Avis 2026 di Antonio Affidato al MaRC

Non ho mai considerato il passato come un qualcosa di concluso come un qualcosa di vivo che può servire ancora oggi a interrogarci, a conoscere i nostri limiti, a spingerci a realizzare i nostri sogni e ad affrontare le nostre paure. Ritengo sia sempre saldo il legame tra l’antico e l’uomo contemporaneo, tutto ciò che vive quotidianamente e che lo circonda. Per un artista è inevitabile confrontarsi con tutto questo e farlo qui, dove c'è una delle più grandi testimonianze della nostra terra, è per me un grandissimo di motivo di orgoglio», ha sottolineato ancora lo scultore Antonio Affidato.

Rara Avis 2026 di Antonio Affidato al MaRC

Antonio Affidato, plasmando sapientemente il bronzo, testimonia come il mito, pur celebrando come in questo caso l’amore per la città di origine di Crotone, sia capace di unire piuttosto che dividere e di dare corpo a un racconto universale.

«Grande maestria e capacità di dominare la materia e l’intuizione di avvalersi di inserti come pietre preziose di Antonio Affidato, rendono straordinarie queste opere. Lo stesso titolo Rara Avis è l’espressione latina che indica ciò che è raro, singolare, fuori dall'ordinario e riconduce infine alla natura stessa dei protagonisti: personalità, eroi e divinità che, ciascuno nella propria unicità, hanno lasciato un segno nell'immaginario e nella cultura del mondo antico. Questa – ha spiegato il curatore di questa tappa reggina Daniele Castrizio - è forse una delle poche volte in cui passato e presente dialogano. Il museo di Reggio con i Bronzi è davvero il luogo ideale per celebrare questo talento che testimonia come arte moderna e arte antica, se lette nel segno della continuità, possono veramente essere un arricchimento. Questa è un'arte magno Greca, identitaria non nazionalista, che deve destare l’orgoglio di noi calabresi. Vorrei richiamare l'attenzione su Serse che grida e io nella mia testa penso che questa espressione dovrebbero averla tutti i nemici della Calabria, sconfitti per una volta finalmente da noi calabresi.

Queste opere sono una bellissima testimonianza di amore che Antonio Affidato nutre per la sua Crotone e per la Calabria tutta, culla della Magna Greca. Un’opera, la sua, che rinsalda la convinzione profonda che dalla nostra storia, dal nostro passato possa veramente nascere il nostro futuro», ha sottolineato ancora il curatore e docente di Numismatica e Iconografia presso l’università di Messina, Daniele Castrizio.

Rara Avis 2026 di Antonio Affidato al MaRC

Rara Avis 2026 di Antonio Affidato al MaRC

Il museo Archeologico di Reggio Calabria si conferma così fucina di dialogo tra l’antico e il contemporaneo.

«Accogliere in piazza Paolo Orsi le opere di Antonio Affidato costituisce una bella occasione di valorizzare le nostre collezioni in cui il bronzo, oltre che essere quello dei nostri capolavori, è anche quello di tanti piccoli oggetti e cimeli antichi, come gli specchi di Locri, che raccontano come storie e miti dell’antica Grecia ai quali lo stesso Affidato si è ispirato. Risuonano con maggiore forza questi miti grazie alle opere di Affidato che non avevamo mai ospitato finora e che siamo onorati di accogliere adesso, specie dopo il prestigioso passaggio nel museo archeologico nazionale di Taranto, che insieme a quello di Reggio, racconta la Magna Grecia nel mondo». Così ha concluso il direttore del museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano.