Filippo fa i conti con i danni subiti dal suo stabilimento balneare ma non perde l’entusiasmo e la voglia di ricominciare: «Lo ricostruiremo pezzo per pezzo»
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
Soltanto la scorsa estate aveva ricevuto a Rimini l’oscar che premia i migliori stabilimenti balneari d’Italia. A pochi mesi dal passaggio devastante del ciclone Harry, lungo le coste di Roccella Jonica il rumore dominante non è più quello del vento, ma quello delle ruspe e dei cantieri. Come è diventato il Fiko Beach, che attraverso l’imprenditore Filippo Carrozza sta tentando una ripartenza difficile, con lo sguardo fisso sull’obiettivo più importante: non perdere la stagione estiva.
«I danni che abbiamo subito sono tanti e la differenza col periodo antecedente al ciclone è evidente - racconta - Questa estate ci teniamo tanto ad aprire e a fare una bella stagione, non ci piace piangerci addosso, siamo giovani, abbiamo forza di volontà e siamo sicuri e convinti che Roccella, la Calabria e il nostro stabilimento balneare ripartiranno più forti di prima».
Locali allagati e attrezzature distrutte. Eppure, fermarsi non è un’opzione. «Non possiamo permetterci di restare chiusi», prosegue Carrozza mentre supervisiona i lavori di ripristino del suo stabilimento. «L’estate vale gran parte del nostro fatturato annuale. Ci siamo sentiti quasi impotenti nel vedere il mare distruggere le nostre attività perché vedi sfumare tutto il lavoro fatto negli anni. Sono stati giorni duri di accettazione. Adesso ripartiremo perché abbiamo tutta la voglia e tutto l’entusiasmo nell’andare a ricostruire quella che era un’identità e un’attività che a noi ha dato tanto. Credo valga la pena dimostrare a tutti quanto la Calabria sia bella e sia forte nel dare innovazione, continuità e nel dare quelle che sono attività che vengono curate in ogni minimo dettaglio».
Sul fronte istituzionale i contributi pubblici, seppur fondamentali, coprono soltanto una parte delle perdite subite. «Noi ricominceremo andando a ricostruire pezzo per pezzo quella che era la nostra attività, il nostro stabilimento balneare» conclude Carrozza.



