Il terminal crocieristico si sposta verso la futura banchina di Ponente, a ridosso del grande polo culturale. Passeggiate, locali, ricettività e nuovi approdi nel disegno illustrato da Cannizzaro e Rizzo. Ma tra opere finanziate e suggestioni ancora da concretizzare, la trasformazione procederà per tappe
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Un porto fisicamente dentro la città eppure, per molti versi, separato dalla città. È una delle contraddizioni che il piano di trasformazione dello scalo di Reggio Calabria prova a superare. E forse è proprio guardando oltre i singoli cantieri che si comprende meglio la portata del disegno: a nord del Lungomare potrebbe nascere un nuovo fronte urbano nel quale porto, Museo del Mare, terminal crocieristico e spazi pubblici smettano di essere elementi separati per diventare parti dello stesso sistema.
La novità più significativa riguarda proprio il terminal destinato ai crocieristi. La prima ipotesi ne prevedeva la realizzazione sulla banchina di Levante, ma la Conferenza dei servizi sul progetto di fattibilità si è conclusa negativamente. Da qui la scelta di cambiare prospettiva: il terminal dovrebbe sorgere sulla futura banchina di Ponente, nelle immediate vicinanze del Museo del Mediterraneo, creando un collegamento quasi naturale tra il luogo di arrivo dei visitatori e quello destinato a diventare uno dei principali attrattori culturali della città.
Per il terminal sono già disponibili 5,8 milioni di euro, provenienti dall'emendamento Cannizzaro e inizialmente destinati alla struttura prevista a Levante. Diverso il discorso per la rettifica della banchina di Ponente, l'intervento che dovrà creare materialmente il nuovo spazio portuale: oltre 6mila metri quadrati di superficie, un fronte di accosto di 308 metri e trenta stalli per gli autobus, per un investimento stimato in circa 40 milioni di euro. In questo caso, però, il finanziamento deve ancora essere reperito.
Museo e porto, due progetti che iniziano a dialogare
È proprio la nuova collocazione del terminal a cambiare anche la lettura del Museo del Mare. Non più soltanto una grande opera culturale affacciata sullo Stretto, ma il possibile punto di congiunzione tra il porto e il resto della città.
Il presidente dell'Autorità di Sistema portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, nel recente incontro a Palazzo Alvaro, ha indicato la vicinanza al Museo come uno degli elementi che possono accompagnare la nuova organizzazione dell'area crocieristica. Una scelta che consentirebbe di costruire un percorso molto più immediato per chi arriva dal mare: sbarcare a poche centinaia di metri da un grande attrattore culturale e, contemporaneamente, trovarsi praticamente all'interno del centro urbano.
È uno dei vantaggi sui quali l'Autorità portuale insiste maggiormente nel tentativo di trasformare Reggio in una vera destinazione crocieristica. A differenza di molti scali, qui il porto non è periferico rispetto alla città: è la città ad essergli cresciuta attorno. Il problema, semmai, è che questa prossimità geografica non si è mai tradotta pienamente in continuità urbana.
Via le barriere, ma prima viene la sicurezza
Per il Comune di Reggio la visione del rapporto con lo scalo marittimo è una priorità assoluta: riaprire il porto ai reggini diventa la base della progettazione. Oggi le recinzioni interrompono di fatto il percorso sul fronte mare e impediscono di vivere una parte consistente dell'area portuale come prosecuzione naturale della città. «Il porto deve essere vissuto anche dai cittadini – ha spiegato il sindaco Cannizzaro durante l’incontro congiunto con Rizzo e con il primo cittadino di Messina Basile –. Deve essere un luogo turistico, dev'essere attrattivo e dev'essere anche un contesto di relax, di passeggiata, di turismo, di economia». Una richiesta sulla quale Rizzo ha manifestato disponibilità, ma con una condizione tutt'altro che secondaria. Il porto rimane un'infrastruttura operativa, attraversata anche da mezzi pesanti e oggi interessata da diversi cantieri. Prima di eliminare o arretrare le barriere sarà quindi necessario garantire la separazione dei flussi e mettere in sicurezza i percorsi pedonali.
Non si parte comunque da zero. Tra gli interventi programmati c'è anche la realizzazione di un percorso ciclopedonale tra l'ingresso sud e quello nord del porto, accompagnato dalla sistemazione delle aree esterne sul lato di Levante con parcheggi, verde e nuovi spazi. Il progetto di fattibilità è già pronto e l'investimento previsto è di 6,65 milioni di euro.
Non soltanto una passeggiata
L'apertura dello scalo, nelle intenzioni illustrate durante l'incontro di Palazzo Alvaro, non dovrebbe però limitarsi alla possibilità di passeggiare lungo le banchine. Cannizzaro immagina un porto nel quale possano trovare spazio ristorazione, locali, servizi e anche nuove attività ricettive, trasformando il tempo trascorso nell'area portuale in economia per la città.
Su quest'ultimo fronte alcune ipotesi sono ancora tutte da costruire. Il sindaco ha parlato, ad esempio, della possibilità di individuare insieme al Ministero e alla Capitaneria una diversa sistemazione per alcuni uffici, liberando immobili che potrebbero successivamente essere messi a bando e destinati anche a strutture alberghiere di livello. Non un progetto già definito, dunque, ma una prospettiva di valorizzazione del patrimonio pubblico inserita nella strategia più generale.
Più concreta è invece la riqualificazione dell'ex Cementir sulla banchina di Levante, che dovrebbe essere recuperata proprio per ospitare servizi portuali, attività legate al diportismo e funzioni destinate ai passeggeri delle crociere. L'intervento sull'edificio vale 3,55 milioni, ai quali si aggiungono 5,1 milioni per la sistemazione delle aree della stessa banchina.
Arrivare dal mare e fermarsi a Reggio
C'è poi un'altra dimensione, più piccola nelle dimensioni ma significativa nell'idea di città che si vuole costruire. Cannizzaro ha indicato la possibilità di realizzare approdi per piccole imbarcazioni e gommoni lungo il fronte mare, permettendo a chi naviga nello Stretto di attraccare, raggiungere il Lungomare, fermarsi in un ristorante o in un locale e poi ripartire. Anche il sistema dei collegamenti marittimi potrebbe essere rafforzato. L'ammodernamento dei pontili esistenti, per il quale sono previsti 3,1 milioni di euro, punta a migliorare gli attracchi dei mezzi veloci e a creare un collegamento diretto tra il secondo pontile e la stazione marittima. Nel quadro delle possibilità future è stata richiamata anche l'ipotesi di recuperare collegamenti turistici verso le Eolie.
Sono interventi differenti per stato di avanzamento, copertura finanziaria e tempi di realizzazione. Ed è proprio questa distinzione a essere decisiva: una parte del nuovo porto è già nei cantieri, un'altra è finanziata e deve essere realizzata, un'altra ancora appartiene alla visione politica e dovrà dimostrare di poter diventare progetto. Ma il disegno che tiene insieme tutto è ormai riconoscibile. Il Museo del Mare da una parte, il nuovo terminal crocieristico dall'altra, in mezzo un porto da attraversare, vivere e utilizzare non soltanto per partire o arrivare. La vera trasformazione, alla fine, non sarà soltanto portare più navi a Reggio. Sarà fare in modo che, arrivando dal mare, non si percepisca più il punto nel quale finisce il porto e comincia la città.



