Criticità su approvvigionamento e costi dei materiali e del carburante. Anche il settore dell'edilizia e delle costruzioni sta accusando il duro colpo inferto dalla situazione internazionale complessa e dal conseguente clima di instabilità e incertezza . È quanto spiega il presidente di Ance Reggio Calabria, in rappresentanza delle circa 150 imprese afferenti, Michele Laganà .

A rischio la tenuta del comparto

« Inquietudine e preoccupazione , questi gli stati d'animo che accomunano le imprese di costruzioni nel reggino. Abbiamo difficoltà anche solo a misurare la dimensione reale degli effetti che stiamo già subendo . Percepiamo con chiarezza, invece, le conseguenze di un'impennata dei prezzi divenuti assolutamente irricevibili e che compromettono la tenuta del comparto e la messa a terra delle opere in particolare delle opere straordinarie per il Paese , quale è il Piano nazionale di Ripresa di Residenza, la cui scadenza stringente è a tutti nota ed è al prossimo 30 giugno ».

Le scadenze imminenti del Pnrr rendono sempre più urgenti, in assenza di proroghe, soluzioni idonee a garantire la prosecuzione dei lavori e degli interventi programmati.

Contratti da rispettare e stabilità occupazionale da preservare

«Le imprese stanno resistendo con grande sacrificio e senso di responsabilità, ma il clima non è incoraggiante. Già si parla di uno sciopero massiccio dei trasporti. Gioco-forza, dovremo in qualche modo prendere atto che potrebbe non essere solo un rallentamento dei lavori, la conseguenza diretta di questo stato di cose .

Preoccupano i contratti firmati, gli obblighi vincolanti che ne discendono e le relative cadenze che comunque -  incalza il presidente di Ance reggina, Michele Laganà - non sono hanno subito alcuna modifica o proroga . C'è preoccupazione anche per la stabilità occupazionale. Occorre un intervento immediato e corale, auspicando che le democrazie del mondo, la diplomazia internazionale riescano a mettere fine a questo subbuglio, affinché si possa giungere a una calmazione ».

Da una crisi all'altra, il comparto è oggi in seria sofferenza.

« Ci ​​sentiamo in mezzo al mare in burrasca, senza riferimenti. Un'instabilità che dal Covid sembra non finire mai, con fasi di crisi, transizioni ed emergenze dalle quali non si riesce definitivamente a uscire».

La crisi annunciata

Già lo scorso marzo, quando ancora la crisi internazionale non era degenerata , lo stesso presidente Laganà aveva sottoscritto una lettera aperta per denunciare «condizioni di mercato sopravvenute e una oggettiva complessa prosecuzione delle attività secondo le modalità e le condizioni originariamente previste, auspicando un confronto finalizzato alla rinegoziazione delle condizioni contrattuali ».