Dalla materia di Boccioni ai tacos di Frida Kahlo, fino alle mandorle molecolari di Marinetti: un banchetto impossibile diventato realtà. Un banchetto surreale, impossibile solo sulla carta, ha preso vita ieri sera al Resort Altafiumara di Villa San Giovanni, nel cuore del format culturale Altafiumara Fest. Nello scenario del Grecale Garden, il pubblico ha vissuto uno spettacolo che ha intrecciato arte, teatro e cucina esperienziale, trasformando la cena in un atto performativo.

Sul palco–tavolo imbandito, attori e performer hanno dato voce e corpo ai grandi protagonisti dell’arte del Novecento: Umberto Boccioni, Picasso, Frida Kahlo, Salvador Dalì, Benedetta Cappa e Filippo Tommaso Marinetti. I loro manifesti, le loro rivoluzioni e le loro visioni hanno dialogato con i piatti dello chef Antonio Battaglia, che ha costruito un menù come un vero e proprio racconto multisensoriale.

Dall’entrée al dolce, ogni portata ha rappresentato una tappa di viaggio: la materia futurista di Boccioni divenuta tzatziki in sferificazione inversa, il volto cubista di Picasso trasformato in “conejo al ajillo”, la passione messicana di Frida raccontata nei tacos con guacamole, formaggio e tequila. E ancora, l’immaginario onirico di Dalì evocato da un uovo poché su fiore di zucchina alla scapece, fino all’esperimento avanguardista di Benedetta Cappa, celebrata con un gelato torbato all’Irish Coffee. A chiudere il percorso, Marinetti con mandorle molecolari e cioccolato di Modica, come un manifesto di futurismo gastronomico.

Un itinerario fatto di sapori, culture e immagini, che ha portato gli ospiti da una parte all’altra del mondo, immersi tra le meraviglie del gusto e della scoperta. «Il cibo deve emozionare ma restare leggero, conviviale, senza eccessi di filosofia» ha spiegato Battaglia, sottolineando la dimensione ludica e passionale della sua cucina.

A orchestrare la serata, l’autrice della pièce Katia Colica su soggetto e con la regia di Elisabetta Marcianò, che ha trasformato la degustazione in performance collettiva, mescolando recitazione, atmosfere e suggestioni. Tra applausi e calici di vino, Altafiumara Fest ha confermato la sua vocazione: fare della cultura un’esperienza totale, capace di unire linguaggi diversi e sorprendere lo spettatore. Un banchetto impossibile, certo. Ma che ieri sera, nello scenario unico dello Stretto, è diventato realtà.