Quarant’anni di passi, sentieri, storie condivise. Il cammino continua nel segno della memoria e della scoperta con l’escursione “Le vie dei Mercanti – Le Querce di altri Tempi”, in programma domenica 1 marzo 2026. Un itinerario che unisce natura, paesaggio e identità, riportando gli escursionisti in uno dei luoghi più suggestivi dell’intero comprensorio aspromontano.

Il raduno è fissato alle ore 9:30 presso il Centro Commerciale di Bovalino, sulla SS106, da dove si proseguirà in auto verso i Piani di Carrà. La partenza dell’escursione è prevista alle ore 10:30.

Si parte proprio dai Piani di Carrà, costeggiando il recinto e imboccando poi una pista sulla destra che introduce a un cammino agevole, scandito da saliscendi dolci e panorami che si aprono progressivamente. Una terrazza naturale consente di ammirare le vette circostanti e la valle della Menta con il profilo del Puntone della Croce, tra pendii scoscesi di macchia mediterranea e promontori che si affacciano sulla valle.

Superato il Serro Alto di Carrà, il percorso attraversa una pista forestale che lambisce un esteso bosco di querce, per poi raggiungere la strada asfaltata e il cancello Jero. Da qui si sale verso il Serro Jero, tra pascoli e pietraie dove il verde continua a dominare il paesaggio. La cresta del Serro Cropanelli conduce in breve al Monte Cropanelli: il panorama si amplia, offrendo sulla destra la Valle delle Grandi Pietre con Pietra Cappa, simbolo dell’Aspromonte, e sulla sinistra la cima di Montalto con l’intera catena aspromontana da Monte Scorda a Monte Antenna.

Si scende quindi verso il Piano Cropanelli e, seguendo il Sentiero Italia, si raggiungono la Collina di Carrelli e la fontana omonima, fino ad arrivare ai Piani di Carrelli. Qui si incontrano le protagoniste dell’escursione: le Querce di altri Tempi.

Alcuni esemplari sono considerati veri e propri monumenti naturali, testimoni di storie e leggende, simboli di un patrimonio che intreccia natura e cultura. Giganti silenziosi che si ergono su ampie radure, piegati dal vento e bagnati dalla pioggia, ma ancora saldi nel loro ruolo di custodi del paesaggio. Hanno offerto riparo ai viandanti, rifugio agli animali, orientamento a generazioni di frequentatori della montagna.

Di fronte a queste querce non si resta indifferenti. Le radici profonde e contorte raccontano la storia della terra aspromontana e delle sue popolazioni. Sono presenze che invitano a una riflessione collettiva: la tutela di questi beni non è solo un dovere ambientale, ma un impegno verso la memoria e le generazioni future, soprattutto in territori spesso segnati dall’incuria e dagli incendi.

Dopo una sosta ai piedi di questi monumenti di biodiversità, il percorso prosegue lungo la pista centrale fino al cancello di Carrelli, quindi verso la fontana di Cropanelli. Un ultimo tratto tra tornanti e strada asfaltata riporta infine ai Piani di Carrà, chiudendo un anello che è insieme esperienza naturalistica e racconto identitario.

Quarant’anni di cammino significano anche questo: tornare nei luoghi simbolo dell’Aspromonte per rinnovare un legame che non è soltanto sportivo, ma culturale e profondo.