L’iniziativa promossa dall’Udi coinvolge scuole e istituzioni in un progetto nazionale contro il riarmo e per la cultura della pace
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Si è svolta stamattina l’iniziativa “Un Arazzo per la Pace”, promossa dall’Udi (Unione donne italiane) insieme alla rete nazionale “10-100-1000 piazze di donne per la pace” con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Città Metropolitana.
A causa delle condizioni meteorologiche avverse l’appuntamento, previsto inizialmente a Piazza Italia, si è svolto all’interno della Galleria di Palazzo San Giorgio, dove si è registrata una significativa partecipazione di cittadinanza e studenti delle varie scuole coinvolte.
Nel corso dell’iniziativa studentesse e studenti hanno preso parte attiva alla realizzazione dell’arazzo collettivo, contribuendo con disegni, parole e simboli al messaggio condiviso di pace; le diverse tessere, cucite e composte in un unico arazzo, hanno dato forma a un percorso visivo e partecipato di forte e potente evocazione simbolica: espressione di sensibilità, linguaggi e visioni differenti del valore della Pace declinato in molteplici forme.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso nazionale che coinvolge oltre cento piazze italiane, unite dall’obiettivo di manifestare contro la guerra e le politiche di riarmo, promuovendo una cultura della pace e del disarmo.
«Come Udi di Reggio Calabria – ha dichiarato la coordinatrice Udi Luciana Amato – abbiamo aderito alla rete nazionale 10-100-1000 piazze di donne per la pace per esprimere un punto di vista specifico su un tema centrale: la guerra». «In tutta Italia – ha continuato – si è costruita una rete diffusa con l’obiettivo di manifestare contemporaneamente il dissenso rispetto al riarmo e alla guerra che, negli ultimi anni, è diventata una presenza costante nelle nostre vite. L’idea dell’arazzo, pertanto, nasce da una pratica storicamente legata alle donne: tessere, cucire, mettere insieme; un gesto simbolico che si contrappone alla distruzione e alla lacerazione».
Per conto dell’Amministrazione comunale erano presenti l’assessora all’Istruzione e Pari opportunità, Anna Maria Curatola; il consigliere delegato alle Pari Opportunità, Gianni Latella; la presidente della Commissione Pari Opportunità (vera organizzatrice operativa dell’iniziativa) Maria Ranieri.
«Alla fine degli anni Quaranta – ha dichiarato la Curatola – le donne dell’Udi raccolsero oltre tre milioni di firme, consegnate all’ONU insieme a un arazzo; un gesto che oggi torna di grande attualità». «L’arte del tessere – ha aggiunto – richiede pazienza, lentezza e riflessione: è questo il messaggio che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni, chiamate a costruire un futuro diverso».
«Si tratta di un messaggio di pace forte ed evocativo – ha dichiarato la presidente della Commissione Maria Ranieri – che coinvolge la cittadinanza e in particolare le giovani generazioni». «Un ringraziamento va ai dirigenti scolastici che hanno reso possibile la partecipazione delle studentesse e degli studenti – ha evidenziato la consigliera comunale – protagonisti attivi di questo percorso condiviso; grazie alla dirigente dell’ITT «Panella – Vallauri», Teresa Marino; alla dirigente dell’Istituto comprensivo «Telesio – Montalbetti», Marisa Maesano; alla dirigente del liceo «Tommaso Campanella – Preti – Frangipane», Lucia Zavettieri, per la disponibilità e la collaborazione dimostrata». La Ranieri ha voluto ringraziare anche, per il prezioso e gratuito supporto per l'allestimento, Brunella Pirino e Maria Ligato nonché il professore di musica Aurelio Mandica che ha offerto un suo contributo musicale.
Hanno partecipato all’iniziativa, infatti, l’ITT «Panella – Vallauri» con l’indirizzo Sistema Moda e il corso Grafica; l’I.C. «Telesio – Montalbetti»; il Liceo «T. Campanella – Mattia Preti – Frangipane»; il gruppo musicale «Make it Better» ed il Comitato di quartiere «Rione Ferrovieri».
L’arazzo, ancora in fase di realizzazione, sarà completato nelle prossime settimane e confluirà, insieme agli altri realizzati in Italia, in un momento conclusivo nazionale previsto a Roma nel mese di giugno; l’iniziativa sarà inoltre riproposta anche a Reggio Calabria, con l’obiettivo di coinvolgere ulteriormente la comunità cittadina.

