domenica,Aprile 14 2024

Mense scolastiche a Reggio, capelli nel cibo e ritardi: il caso approda in commissione

Diverse le sanzioni elevate all'azienda che gestisce il servizio, non sostituita perchè non c'era un secondo soggetto in graduatoria. La dirigente Roschetti: «L'appalto è del 2017 e va adeguato»

Mense scolastiche a Reggio, capelli nel cibo e ritardi: il caso approda in commissione

La situazione relativa alle mense delle scuole reggine è approdata stamane in commissione Controllo e Garanzia, con l’audizione della dirigente Gerolama Daniela Roschetti.

Capelli nei pasti

Il punto di partenza (pacifico) sono le tante segnalazioni arrivate, nei mesi passati a onor del vero, rispetto a un servizio mense con cibo di qualità non adeguata. La dirigente ha tracciato la situazione partendo dal servizio, chiarisce «iniziato in ritardo, e non contemporaneamente, a ottobre 2022, gestito dall’Ati Scamar. Abbiamo avuto un problema organizzativo serio, fino al mese di giugno 2022 c’era un regime derogatorio, con monoporzione, non si usavano i locali delle mense ma si mangiava al banco. Ad agosto avevamo chiesto ragguagli all’Asp cosa fare poiché col regime di deroga, molti presidi avevano collocato aule nelle sale di refezione. La risposta è stata che si doveva tornare alla normativa ordinaria. Le sale all’inizio non sono state immediatamente fruibili».

Una volta partito il servizio, aggiunge Roschetti «Ci sono stati problemi relativi alle qualità poco gradita, al fatto che mancavano pasti, che sono stati trovati capelli nel pasto. A fronte dei reclami, abbiamo contestato, atteso controdeduzioni, quando ci sono sembrate non idonee a giustificare quanto lamentato abbiamo provveduto a irrigare le penali, ci siamo mossi alla luce dei rimedi possibili come previsto dal contratto».

Le contestazioni

Qui poi la dirigente aggiunge un particolare di non poco conto. «Nonostante l’intensità delle lamentale non abbiamo adottato provvedimenti più drastici perché non c’era un secondo soggetto in graduatoria, interrompere la fornitura con l’Ati voleva dire interrompere il servizio. Da gennaio la situazione è rientrata anche se le lamentele proseguono, stiamo facendo tesoro di quanto accaduto per predisporre una nuova gara visto che il contratto è vicino alla scadenza e nuovo bando è pronto».

Le sanzioni

La dirigente, a domanda del consigliere Castorina chiarisce che «Le segnalazioni sono relative al servizio di novembre e dicembre. Le penali hanno una valenza di natura economica, quindi sanzionatoria, e sono state trattenute sulle fatture di gennaio e febbraio (circa 3.000 euro in applicazione del capitolato tecnico), mentre è in fase di contestazione una ulteriore da 30mila euro relativa però alla corretta esecuzione del contratto».

Il malumore, aggiunge la dirigente «riguarda tante scuole, perchè i rappresentanti delle scuole partecipano alla commissione Mensa, dove tutti i nodi vengono al pettine. Esistono reclami fatti con modulistica dalle scuole che avviano il contraddittorio con la ditta, prevenuti da plessi in cui c’è maggior attenzione al servizio e alla segnalazione di ciò che non va».

L’adeguamento dei costi

Senza voler giustificare quanto accaduto e prontamente sanzionato, la dirigente ricorda però che il contratto è relativo al 2017. «Dovevano essere previsti adeguamenti dei prezzi, mentre oggi un pasto ha ancora il valore di 3,98. Inflazione, pandemia penso abbiano inciso sulla qualità del servizio. Di tutto ne stiamo tenendo conto per la prossima gara».

Il presidente della commissione Massimo Ripepi chiude precisando che andrà a vedere di persona la documentazione e le contestazioni perchè «se è vero che la decisione di proseguire il servizio è stata presa insieme per evitare che i bimbi restassero senza mensa ma è anche vedere che bisogna capire se la salute dei bambini è stata salvaguardata».

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