La pax politica della prima seduta della nuova consiliatura dura lo spazio di poche pratiche. È bastato il primo punto all'ordine del giorno della prima seduta ordinaria del Consiglio comunale di Reggio Calabria per far esplodere il primo vero scontro politico dell'era Francesco Cannizzaro.

Al centro del confronto il futuro di Castore, la società in house del Comune. L'Aula era chiamata ad approvare la proroga dell'affidamento dei servizi fino al 31 dicembre 2026, un provvedimento che alla fine ha raccolto il voto unanime del Consiglio, ma che ha acceso un duro botta e risposta tra il sindaco e i banchi del centrosinistra.

A sollevare la questione è stato il capogruppo de La Svolta, Carmelo Romeo, che ha chiesto chiarimenti sulle prospettive della società dopo la scadenza della proroga, ricordando come il contratto decennale sia ormai terminato e chiedendo quali siano le intenzioni della nuova amministrazione.

La replica del sindaco 

«Ci penseremo noi a Castore, dovevate farlo voi ma non siete stati in grado. Come vi permettete oggi di parlare di precarietà o di addebitarci qualcosa? Dovreste vergognarvi. La responsabilità è soltanto vostra», ha affermato Cannizzaro, attribuendo alla precedente amministrazione il mancato completamento del nuovo affidamento.

Il primo cittadino ha quindi ribadito la disponibilità al confronto istituzionale, ma ha anche avvertito l'opposizione. «Avevo iniziato questo Consiglio assicurando la massima disponibilità a lavorare insieme per il bene della città. Se però dobbiamo andare allo scontro, sono pronto anche a quello. Credo comunque che Reggio abbia bisogno di confrontarsi sui temi».

Parole che hanno segnato il primo vero confronto politico della nuova consiliatura, lasciando emergere una contrapposizione destinata con ogni probabilità a caratterizzare anche i prossimi mesi.

Al termine della discussione il Consiglio comunale ha comunque approvato all'unanimità la proroga dell'affidamento dei servizi a Castore fino al 31 dicembre 2026, garantendo la continuità delle attività della società. Il nodo politico, però, resta aperto: entro la fine dell'anno l'amministrazione dovrà definire il futuro della partecipata e il nuovo affidamento dei servizi.