«Per la prima volta in nove anni di attività consiliare, ho scelto di abbandonare l’aula. Non l’ho fatto per divergenze politiche, né per tensioni legate al confronto democratico o a uno specifico tema, ma perché non posso accettare linguaggi scurrili e sessisti, men che meno in una sede istituzionale. Semplicemente, non posso tollerarlo». Lo sfogo social della capogruppo consiliare di Caulonia Luana Franco riaccende il clima politico a pochi giorni dalla seduta in cui si è discusso della crisi amministrativa della maggioranza guidata dal sindaco Franco Cagliuso e del taglio degli alberi nella villa comunale.

Il dibattito, durato quasi cinque ore, ha avuto toni anche molto aspri, con scambi di battute trasversali tra maggioranza ed opposizione sui temi che hanno animato il dibattito in paese nell’ultimo mese e mezzo. A provocare la reazione della consigliera di opposizione è stato, però, un episodio in particolare che lei stessa ha voluto descrivere e denunciare sui propri canali social. «E’ stata pronunciata una frase offensiva e degradante, che non può essere minimizzata né derubricata a semplice "tensione politica" – ha scritto Franco - Non accetto termini così gravi né dentro, né fuori da un Consiglio Comunale. Troppo spesso si parla dal "trono della moralità" di femminismo, valori e lotta alla violenza, ma per quali fini? Se poi, nel quotidiano istituzionale, si scivola in simili bassezze. Non sono più disposta a subire aggressioni. Per me la politica è altro».

Dal canto suo l’Amministrazione Comunale ribadisce che la frase strumentalizzata non è stata detta da nessun componente del civico consesso. «Nel corso della seduta si sono verificati momenti di tensione, come può accadere in un confronto politico serrato – si legge in una nota - Tuttavia, nulla giustifica né che si usino certe espressioni verso un consigliere comunale, né l’innalzamento dei toni o l’attribuzione di affermazioni così volgari ai componenti del Consiglio Comunale o alla maggioranza. Questa amministrazione combatte il maschilismo e il sessismo e non tollera tali attacchi verso nessuno, tantomeno verso un componente del consiglio comunale, che rappresenta la cittadinanza. Esprimiamo quindi ferma condanna verso tale frase e l’avremmo espresso direttamente in consiglio se ce ne fossimo accorti o la consigliera lo avesse fatto notare».