“Cultura è Politica” ha rappresentato un momento di riflessione sul rapporto tra cultura, spazi pubblici, scuola e costruzione della cittadinanza.

Nel confronto con Ornella De Stefano e Fabio Domenico Palumbo è emersa con forza la necessità di restituire centralità ai luoghi della cultura come strumenti permanenti di crescita collettiva e partecipazione democratica.

Biblioteche, spazi culturali, centri civici e luoghi pubblici inutilizzati devono tornare a essere presìdi vivi della città: non semplici contenitori, ma luoghi aperti alla formazione, alla lettura, allo studio, alla produzione culturale e all’incontro tra generazioni e competenze diverse. In particolare, le biblioteche possono diventare veri punti di riferimento nei quartieri, capaci di contrastare isolamento e disuguaglianze educative e di offrire occasioni quotidiane di accesso libero alla conoscenza.

Allo stesso tempo, è fondamentale costruire una rete di “officine creative”, come proposto da La Strada: spazi accessibili dedicati ai giovani, alle associazioni, agli artisti, alle esperienze culturali indipendenti e ai percorsi di innovazione sociale. Luoghi in cui creare, discutere, collaborare e produrre idee, rafforzando il legame tra cultura, territorio e partecipazione civica.

In questo percorso, la scuola svolge un ruolo decisivo. Non soltanto come luogo dell’istruzione, ma come spazio di educazione alla cittadinanza, al pensiero critico e alla cura del bene comune. Per questo il Comune deve assumere una funzione attiva nel mettere in relazione scuole, biblioteche, realtà culturali e associazioni, costruendo politiche pubbliche capaci di generare comunità e partecipazione consapevole.

Per La Strada, immaginare il futuro di Reggio Calabria significa anche questo: recuperare spazi, renderli vivi e accessibili e trasformare cultura e formazione in strumenti quotidiani di democrazia, inclusione e cittadinanza attiva.