A sollevare il caso è un duro affondo di Antonio Germanò, esponente del Movimento 5 Stelle, che attacca frontalmente la scelta del governatore.

Secondo Germanò, il via libera della Calabria agli accordi preliminari rappresenta una retromarcia rispetto alle posizioni espresse in passato da Occhiuto. «Le pre-intese decidono prima quali poteri e risorse restano ai territori e quali no», afferma. «Con questo sì, Occhiuto ha scelto di allinearsi a Lombardia, Veneto e Piemonte, accettando un modello che rischia di dividere l’Italia e penalizzare il Sud».

Nel mirino del M5S c’è soprattutto il rischio che l’autonomia differenziata consenta alle regioni più forti di trattenere maggiori risorse, rafforzando i propri servizi – in particolare la sanità – a scapito di territori già in difficoltà come la Calabria. «Parliamoci chiaro: questo è il primo passo per permettere alle regioni ricche di correre, mentre la Calabria rischia di restare ancora più indietro», incalza Germanò.

L’esponente pentastellato evidenzia inoltre come la scelta della Regione Calabria si collochi in controtendenza rispetto ad altri territori del Mezzogiorno, che hanno manifestato perplessità o opposizione al provvedimento. «Altro che difesa del territorio», conclude. «Questa non è autonomia: è la rinuncia a difendere i diritti dei calabresi».