In conferenza stampa il primo cittadino di Reggio Calabria indica le date dell’ultimo segmento di lavori dell’infrastruttura che la cittadinanza attende da anni: «Una importante e ritrovata sinergia ha creato le condizioni per questa accelerazione. Senza costi aggiuntivi. si lavora sulle rampe, finora senza progettazione esecutiva, per arrivare al completamento. Insieme cercheremo anche una nuova denominazione»
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«Domani, 4 agosto, il riavvio dei lavori, con una breve pausa tra il 12 a e il 24 agosto per le ferie degli operai della ditta. In 58 giorni completeranno l’opera. Il prossimo 9 ottobre il ponte sul Calopinace, per il quale penseremo anche una specifica denominazione, sarà inaugurato. Sono davvero felice di poterlo annunciare». Questo il cronoprogramma e la data annunciati oggi in conferenza stampa, nel gremito salone dei Lampadari Italo Falcomatà di palazzo San Giorgio, dal sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro.
Segnati dei punti fermi rispetto a un’infrastruttura divenuta triste emblema di impegni disattesi dell’amministrazione nella sua componente politica e amministrativa. Lungo 30 metri, largo 12 metri, posizionato a circa 2 metri dal letto dell’omonimo torrente, sarà questo ponte che, a distanza di un decennio dall’avvio dell’iter progettuale, che ha visto nel 2020 aggiudicare i lavori relativi a un progetto deliberato già nel 2016, non ha ancora visto la luce.
Avrebbe dovuto essere consegnato dopo 120 giorni e invece sono trascorsi sei anni, tra ritardi, stalli, misure fuori mercato, una rescissione in danno con la ditta sfiorata per due volte, compresa quest’ultima annunciata dall’amministrazione uscente e sventata da quella attuale, numerose sollecitazioni dei comitati di quartiere Ferrovieri Pescatori e Parco Lineare Sud e studi appositi per realizzare le rampe e calcolare la giusta pendenza. Rampe che sono al centro della nuova variante, attraverso la quale il sindaco Francesco Cannizzaro ha spiegato in conferenza stampa di essere riuscito a sbloccare il cantiere.
«Le responsabilità in questa vicenda sono di tutti e di nessuno. Non sono qui per attribuire colpe all’uno o all’altro. Certo questa opera rappresenta l’emblema del fallimento politico, amministrativo e tecnico ma del passato, e non voglio qui farne un discorso di appartenenza politica. Mi preme sottolineare invece, che per noi è strategica e per questo abbiamo messo in campo un’opera di mediazione che coinvolge tutti gli attori che ringrazio, il dirigente Bruno Doldo, il nuovo rup Fortunato Cozzupoli, il direttore dei lavori Alberto Romeo e la ditta Cataldo - Torchia. Grazie al dialogo oggi, con il vostro tramite, comunichiamo alla cittadinanza questo cronoprogramma.
Questa infrastruttura è una nostra priorità e infatti me ne sono occupato ancora prima di formare la Giunta, ancora prima che il consiglio comunale venisse proclamato e si insediasse. In meno di 40 giorni abbiamo creato le condizioni per essere qui oggi, dopo tante riunioni con l’unico obiettivo di creare un clima di collaborazione per superare le criticità e arrivare a soluzione.
Un clima di collaborazione reso possibile anche dalla decisione di non rescindere più contratto con la ditta. Scelta dettata dall’intenzione di non dilatare ulteriormente i tempi di questo cantiere, conseguenza che certamente si sarebbe verificata se non avessimo interrotto la procedura avviata dalla precedente amministrazione.
Così ieri ho voluto accelerare, convocando una riunione straordinaria della giunta per approvare un nuovo atto di indirizzo per il Settore che lo ha già recepito e che contempla una variante che stravolge l’opera», ha spiegato il sindaco Francesco Cannizzaro.
Una variante che poggia sulla necessità di redigere una progettazione esecutiva (soltanto adesso a dieci anni dall’approvazione del progetto e a sei dalla consegna dei lavori) delle rampe di accesso come se un ponte, carrabile e pedonale potesse essere realizzato sempre prevedere l’accesso. Questo, tuttavia, il quadro descritto dal primo cittadino reggino che certamente stranisce pensando agli anni scorsi scanditi da dichiarazioni politiche e tecniche, sopralluoghi e da studi che avevano rallentato ulteriormente i lavori del cantiere nel 2025, dopo l’apposizione delle travi, anch’esse oggetto di iniziali misure errate e al centro di nuovo e tormentato ordine negli anni scorsi. Si è discuteva dilazionando i tempi dei lavori di rampe per le quali non vi era una alcune progettazione esecutiva.
«Non solo qui per additare alcuno. Noi abbiamo dovuto procedere con questa variante che inserisce le rampe, che prima mancavano, nel progetto esecutivo del ponte sul Calopinace. Abbiamo capito che questa era il problema e abbiamo trovato la giusta convergenza per superarlo nel più breve tempo possibile e per altro a costo zero. Utilizzeremo le economie dello stesso progetto ma non sarà necessario integrare con risorse di bilancio», ha sottolineato ancora il sindaco Francesco Cannizzaro che poi ha dettagliato ulteriormente l’oggetto della variante in coerenza con il programma strategico Ricopo, finalizzato alla rigenerazione urbana, paesaggistica, ambientale e infrastrutturale dell'intero ambito territoriale compreso tra il Parco Lineare Sud, la foce del Torrente Calopinace.
«Unitamente all’inserimento delle rampe ad altezza quota sul lato Sud e sul lato Nord del ponte, abbiamo previsto anche l’impiego di altri materiali, come la pietra, e abbiamo inserito dei dissuasori che daranno una luce e renderanno quell'aria ancora più attrattiva. Sarà un ponte più dinamico per i suoi colori e finalmente collegherà la zona nord della città con il Parco Lineare Sud, dove sappiamo esserci tutta una serie di criticità da risolvere e sulle quali cominciamo a intervenire perché lo riteniamo un’aria stupenda dall’immenso potenziale. Dobbiamo lavorare per sottrarlo all’incuria e al degrado. Siamo celebri per il chilometro più bello d’Italia ma in realtà i nostri chilometri di bellezza sono cinque e noi speriamo di poterli collegare e renderli rappresentativi della nostra città. Strategico in un tutto questo è l’opera che finalmente ci accingiamo a completare, ossia il ponte sul Calopinace», ha concluso il sindaco di Reggio, Francesco Cannizzaro.






