Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta per fare chiarezza sul potenziamento della Rete aziendale di cure palliative domiciliari dell’Asp di Reggio Calabria.

Al centro dell’atto ispettivo vi è l’utilizzo delle graduatorie approvate con delibera n. 278 del 28 marzo 2024, predisposte per il reclutamento di un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, fisioterapisti e assistenti sociali.

Secondo Ranuccio, la piena attuazione della rete rappresenta «un obiettivo prioritario per garantire i Livelli essenziali di assistenza e assicurare un supporto concreto ai pazienti fragili e alle loro famiglie», ma il piano di rafforzamento del servizio starebbe registrando ritardi e criticità.

«L’efficacia delle cure palliative dipende dalla presenza di un numero adeguato di professionisti, come previsto dalla legge 38 del 2010», evidenzia il vicepresidente del Consiglio regionale nell’interrogazione.

Ad oggi, infatti, risulterebbe contrattualizzato un solo dirigente medico dei tre previsti dall’avviso pubblico del novembre 2023. Per garantire la piena operatività del servizio, secondo quanto riportato nell’atto, mancherebbero inoltre ancora quattro infermieri, due fisioterapisti e due operatori sociosanitari, figure già contemplate nel piano assunzionale approvato dall’Azienda sanitaria provinciale.

Nel documento vengono inoltre sollevati dubbi sulla scelta di procedere esclusivamente attraverso contratti a tempo determinato, nonostante la natura strutturale e permanente del servizio di cure palliative domiciliari. Ranuccio richiama anche l’esistenza di specifiche risorse del Piano sanitario nazionale, in particolare della linea progettuale numero 3, destinate proprio al potenziamento della rete assistenziale.

L’interrogazione affronta anche il tema della governance del servizio, chiedendo chiarimenti sul nuovo modello operativo che collocherebbe il coordinamento della rete presso l’ospedale di Locri e domandando se tale impostazione risulti coerente con il quadro normativo vigente e con l’organizzazione territoriale dell’Asp di Reggio Calabria.

«È urgente – conclude Ranuccio – che l’Asp rispetti il principio di priorità nello scorrimento delle graduatorie vigenti, così da rispondere immediatamente al crescente bisogno di assistenza domiciliare specialistica sul territorio e programmare in maniera efficace la realizzazione dei nuovi hospice previsti, evitando ulteriori e onerose procedure concorsuali per profili professionali già disponibili tra gli idonei».