Non siamo forse la Sassonia, la regione tedesca dove il partito di estrema destra AfD ha sbancato, ma la Calabria è diventata centrale nel panorama nazionale. Tutta colpa o merito delle suppletive di Reggio Calabria che da appuntamento quasi burocratico sono oggi diventato un vero e proprio stress test per il centrodestra. Non è un caso se i big del centrodestra domenica alla folta platea di Palazzo Campanella per la presentazione del candidato Fabio Roscioli – hanno parlato di Reggio come “laboratorio nazionale”.

«Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia. Puntiamo a vincere. Forza Italia ha candidato un avvocato romano che non ha mai visto lo Stretto, catapultato lì dalla famiglia Berlusconi. Noi invece abbiamo un medico che fa politica lì da anni e che tutti conoscono», ha detto invece il generale Roberto Vannacci intervistato dal Fatto Quotidiano. Il medico è Domenico Giannetta, un candidato che preoccupa non poco perché ha un profilo moderato quindi in in grado di parlare a un elettorato più ampio di quello che di consueto si identifica con Vannacci.

Non a caso, proprio lui è finito nel mirino di Roberto Occhiuto che alla presentazione di Roscioli ha usato toni decisamente poco moderati. «Con i mercenari e i traditori le battaglie non si vincono. Quando verranno da noi inchinandosi, dopo la sconfitta, diremo che non c’è più posto in questa maggioranza». Occhiuto ha esteso la critica ai «populismi», accusandoli di non avere «un’idea per la crescita del territorio».

Lui ha replicato dicendo di non avere alcuna intenzione di tornare a Canossa, nemmeno nel caso della sconfitta più cocente. Ha aggiunto di non essere un mercenario perché ha rinunciato alla comoda poltrona di capogruppo in cambio di una sfida politica incerta e che è stata Forza Italia a tradire lui e non il contrario. Insomma in questi giorni sta andando in scena una sorta di mondo al contrario in cui i forzisti nei torni sembrano futuristi e i vannacciani scelgono di non rispondere ad insulti con insulti.

Cosa succederà lo vedremo il 28 settembre, ma un dato è certo. Le suppletive, in cui i cittadini sono chiamati a scegliere qualcuno che dovrà fare il deputato a scadenza, normalmente non scaldano i cuori della gente. Sulla carta è più avvantaggiato chi ha maggiore capacità di mobilitazione ovvero capacità di portare i cittadini alle urne. Occhiuto e Cannizzaro che governano Comune, città metropolitana e Regione e che hanno alle spalle un partito strutturato, sotto questo aspetto, sembrano in vantaggio. D’altronde Cannizzaro nel suo territorio non ha mai sbagliato un’elezione e in questi giorni si mostra sicuro che il risultato ci sarà. Vannacci può contare sull’entusiasmo che si è creato intorno a Futuro nazionale e sul profilo di Giannetta che di suo porta valore aggiunto. Il centrosinistra potrebbe essere il classico terzo fra due litiganti.

Ma chi ha maggiormente da perdere è proprio Forza Italia, che è chiamata a mostrare i muscoli non solo per il futuro della coalizione ma proprio per il partito visto che Reggio è uno dei granai elettorali degli Azzurri. Calabria e Sicilia sono le due regioni dove Forza Italia va in doppia cifra.  In provincia di Reggio, poi, ha sempre ottenuto percentuali bulgare. Se dovesse franare o retrocedere anche in Calabria, per gli Azzurri si aprirebbero davvero scenari preoccupanti su scala nazionale.

A livello regionale, invece, un buon risultato di Giannetta potrebbe convincere altri consiglieri regionali in cerca di spazio politico a fare il passo verso Vannacci e creare un gruppo in consiglio con giovamento per se stessi e per Futuro Nazionale.