La nuova misura introdotta con l’ultima legge di Bilancio apre alla possibilità di sanare cartelle esattoriali dal 2000 al 2023. Per gli enti locali non è un obbligo ma una facoltà: secondo il consigliere nazionale del PRI Rosario Sergi, Platì potrebbe valutare l’adozione di una definizione agevolata per IMU, TARI ed entrate patrimoniali.
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La cosiddetta “rottamazione quinquies” può rappresentare un’opportunità concreta anche per i Comuni, ma richiede una valutazione attenta e responsabile. È quanto evidenzia Rosario Sergi, consigliere nazionale del Partito Repubblicano Italiano ed ex sindaco di Platì, intervenendo sul nuovo strumento previsto dall’ultima legge di Bilancio.
La misura consente ai contribuenti di regolarizzare cartelle esattoriali riferite al periodo 2000-2023 versando il solo debito originario, con interessi ridotti al 3% annuo e senza l’applicazione di sanzioni. Per i carichi di natura statale, l’adesione è fissata al 30 aprile, con la possibilità di una rateizzazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in nove anni.
La vera novità riguarda però gli enti territoriali. La normativa attribuisce infatti a Regioni e Comuni la facoltà – e non l’obbligo – di introdurre proprie forme di definizione agevolata per tributi ed entrate di competenza, comprese quelle già oggetto di accertamento o di contenzioso. IMU, TARI e, più in generale, le entrate patrimoniali possono rientrare nel perimetro della rottamazione quinquies, a condizione che l’ente approvi un apposito regolamento e garantisca il rispetto degli equilibri di bilancio.
Secondo Sergi, un’eventuale adesione del Comune di Platì potrebbe «rappresentare uno strumento utile per alleggerire il bilancio comunale da un consistente magazzino di crediti accertati ma di difficile esigibilità». Dal punto di vista tecnico, la legge di Bilancio fissa alcuni paletti chiari: il regolamento comunale dovrà prevedere un termine di adesione non inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione e potrà stabilire l’esclusione o la riduzione di interessi e sanzioni.
Le misure, sottolinea il consigliere nazionale del PRI, dovranno essere coerenti con i principi costituzionali in materia tributaria e con la sostenibilità finanziaria dell’ente, con particolare attenzione ai crediti di difficile riscossione. Tra le ipotesi avanzate anche quella di un’adesione parziale al provvedimento, limitando ad esempio la rateizzazione ai contribuenti inadempienti per IMU e tassa sui rifiuti (TARI), prevedendo per tali imposte l’azzeramento di sanzioni e interessi, in linea con la normativa nazionale.
Una scelta che potrebbe incentivare la riscossione per il Comune e, allo stesso tempo, andare incontro ai cittadini che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare gravi difficoltà economiche legate all’aumento dell’inflazione e alla perdita di potere d’acquisto dei salari.
«Si tratta di un tema che merita una discussione approfondita e responsabile», conclude Sergi, auspicando il coinvolgimento di tutte le forze politiche, della Giunta municipale e del Consiglio comunale, per valutare in modo equilibrato l’impatto della rottamazione quinquies sul bilancio e sul tessuto sociale del territorio.

