Torna al centro del dibattito politico cittadino la vicenda della scuola primaria «De Gasperi» di Condera. A intervenire è Massimo Ripepi, presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Reggio Calabria e segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria, che ricostruisce le tappe di una situazione che, secondo quanto denuncia, si trascina ormai da anni tra annunci, ritardi e criticità progettuali.

Secondo Ripepi, il caso affonda le proprie radici già nel 2022, quando la struttura scolastica era stata interessata da rilievi statici con esito negativo. Da allora, sostiene il consigliere, si sarebbe assistito soltanto a una lunga sequenza di annunci sull’imminente avvio degli interventi, senza che alle dichiarazioni seguissero fatti concreti.

Il momento più delicato, rimarca l’esponente di Alternativa Popolare, si sarebbe registrato nel settembre del 2024, quando a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico il Comune dichiarò ufficialmente l’inagibilità dell’edificio. Una decisione che, secondo Ripepi, ha avuto pesanti ricadute su famiglie e alunni, costretti a trasferirsi nel plesso di San Sperato, con tutti i disagi legati agli spostamenti, all’allungamento delle giornate scolastiche e alla complessa gestione quotidiana dei nuclei familiari.

Solo tra gennaio e febbraio del 2025, prosegue Ripepi, si sarebbe arrivati a un avvio concreto dei lavori con le prime demolizioni. Nel corso degli interventi, però, sarebbero emerse criticità non rilevabili in fase progettuale, tra carenze strutturali e interferenze impiantistiche, tali da rendere necessaria una perizia di variante. Un passaggio che avrebbe determinato un incremento dei costi di circa il 40 per cento, elemento che per il consigliere mette in discussione l’affidabilità del progetto iniziale.

Da qui, la nuova fase di stallo. «Il risultato è quello che vediamo oggi: lavori interrotti, cantiere fermo, impresa che abbandona legittimamente e Comune che avvia la risoluzione in danno nei confronti dei progettisti, annunciando una nuova fase progettuale», afferma Ripepi.

Il presidente della Commissione Controllo e Garanzia sottolinea come, a fronte di un aumento così consistente dei costi, una responsabilità dei progettisti appaia «più che probabile», ma richiama anche il ruolo dell’amministrazione comunale. «Il progetto iniziale è stato approvato dal Comune. E allora è doveroso porsi una domanda: i controlli iniziali sono stati realmente adeguati ed efficaci?», osserva.

Nella sua ricostruzione, Ripepi allarga poi il ragionamento al piano politico, chiamando in causa direttamente l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà. «Dal 2022 al 2026 questa amministrazione continua a dimostrare lassismo, mancanza di una vera capacità decisionale e un’incapacità cronica di gestire la cosa pubblica», attacca, evidenziando come, nel frattempo, le famiglie continuino a vivere una condizione di precarietà e il diritto a un’istruzione dignitosa e accessibile venga messo seriamente in discussione.

Infine, Ripepi annuncia ulteriori approfondimenti sulla vicenda, spiegando che sarà necessario verificare tempi, natura delle varianti ed efficacia dei controlli iniziali messi in campo dal Comune, per accertare eventuali responsabilità e inadempienze anche da parte dell’ente.

«Non accetteremo che anche questa vicenda venga archiviata con un semplice scaricabarile», conclude. «I cittadini hanno diritto di sapere la verità, soprattutto quando in gioco c’è il futuro dei loro figli».