Il coordinatore cittadino di Forza Italia interviene dopo le riflessioni del segretario dem sulla sconfitta elettorale: «Anziché interrogarsi sul distacco dalla città reale, continuano a rifugiarsi nell’autoreferenzialità».
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«Più che un’analisi politica, il disperato tentativo del Partito Democratico di spiegare ai cittadini perché non lo votano più». È una replica dura quella affidata da Daniele Siclari, coordinatore cittadino di Forza Italia a Villa San Giovanni, alle recenti considerazioni del segretario cittadino del Pd sull’esito delle elezioni amministrative.
Secondo Siclari, il documento diffuso dai democratici rappresenterebbe «uno sfogo» più che una riflessione politica sul risultato delle urne. «Dopo una sconfitta sonora – afferma – invece di interrogarsi sulle ragioni del distacco ormai evidente tra il Partito Democratico e la città reale, si preferisce ancora una volta rifugiarsi nella solita narrazione autoreferenziale fatta di presunte superiorità, lezioni di democrazia e attacchi agli avversari».
Per l’esponente azzurro la lettura del voto sarebbe invece molto più lineare. «I cittadini hanno scelto altro. E non perché qualcuno avrebbe demolito il Pd, ma perché il Pd, a Villa come altrove, negli anni si è progressivamente allontanato dai problemi concreti delle persone, chiudendosi in dinamiche interne, correnti, congressi celebrati come rituali salvifici e continue guerre intestine».
Nel suo intervento Siclari contesta anche il richiamo alla «comunità politica di pari» contenuto nell’analisi democratica. «Fa sorridere sentir parlare di comunità politica di pari da chi, per anni, ha trasformato il confronto interno in un esercizio di esclusione verso chiunque non fosse allineato», sostiene.
Non manca poi un passaggio sul rapporto con il centrodestra. «Appare singolare la continua ossessione verso il centrodestra e verso chi oggi governa o rappresenta un’alternativa credibile sui territori. Se davvero fossimo così irrilevanti come sostengono, non passerebbero intere pagine a parlare di noi».
Per il coordinatore cittadino di Forza Italia la differenza starebbe nel metodo con cui si costruisce il consenso. «Mentre qualcuno continua a rifugiarsi nelle analisi sociologiche delle sconfitte, altri lavorano tra la gente, raccolgono consenso, costruiscono proposte e assumono responsabilità».
In chiusura Siclari invita il Partito Democratico a una riflessione più profonda sul risultato elettorale. «La politica non si misura con le autoassoluzioni né con i documenti pieni di retorica. Si misura nel rapporto con i cittadini, nella credibilità, nella capacità di incidere e di dare risposte. Anziché distribuire patenti di democrazia e insultare chi non la pensa come loro definendolo “utile idiota”, farebbero bene ad abbassare i toni e ad ascoltare davvero il messaggio arrivato dalle urne. Perché le sconfitte possono certamente essere utili, a patto però che si abbia il coraggio di comprenderle».

