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Adeguare gli stipendi all’inflazione, per restituire dignità a milioni di lavoratori italiani. È questo l’obiettivo della proposta di legge “Sblocca Stipendi”, presentata in Parlamento da Sinistra Italiana – AVS, e rilanciata anche dalla Federazione reggina che annuncia una mobilitazione territoriale nei prossimi mesi.
«La redistribuzione della ricchezza e la giustizia sociale – si legge nella nota – non sono più rimandabili in un Paese che è diventato profondamente diseguale, soprattutto nel mondo del lavoro». A supporto dell’iniziativa, il partito cita alcuni dati significativi: un lavoratore su dieci è a rischio povertà, mentre circa 5 milioni di persone non riescono a coprire le spese di base. L’Italia, sottolineano, è l’unico Paese OCSE dove i salari non sono aumentati negli ultimi trent’anni: tra il 1990 e il 2020 il potere d’acquisto degli stipendi è calato del 2,9%, contro una crescita media del 22% negli altri Paesi della zona euro.
La proposta di legge prevede che ogni anno, entro il 30 settembre, il Consiglio dei Ministri emani un decreto di adeguamento salariale per il settore pubblico e privato, calcolando l’indice in base all’inflazione effettiva e a quella stimata.
Sinistra Italiana richiama anche uno studio dell’Università La Sapienza di Roma, che documenta come dal 2019 al 2023 il fatturato delle aziende medio-grandi sia aumentato del 34% e gli utili del 14%, mentre la spesa destinata ai salari sia scesa del 12%. «È evidente – si legge nel comunicato – che la ricchezza si sta concentrando in alto, mentre la base produttiva del Paese, i lavoratori, subisce un impoverimento costante».
Per questo la federazione metropolitana di Reggio Calabria si dice pronta a lanciare una campagna capillare sul territorio: assemblee, incontri pubblici e comunicazione mirata per spiegare la proposta e costruire consenso attorno a un tema considerato «un imperativo morale e politico».
La battaglia per lo “Sblocca Stipendi” – concludono – si affianca alle altre vertenze su cui Sinistra Italiana è impegnata: lotta al lavoro nero, introduzione di un salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro, e migliori condizioni di sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro.

