Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ha appena depositato l’atto, definendo la decisione «ingiusta e socialmente insostenibile»
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«Dal 1° febbraio 2026 i biglietti del trasporto pubblico in Calabria subiranno un aumento del 20% nei centri urbani e fino al 30% sulle tratte extraurbane. Una scelta assunta dalla Regione mesi fa ma fatta partire solo dopo le elezioni».
A dichiararlo è Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, che ha appena depositato un’interrogazione al Governo regionale per chiedere chiarimenti su una decisione definita «ingiusta e socialmente insostenibile».
«Il governo regionale di centrodestra – prosegue Ranuccio – una volta riconfermato, ha trovato immediatamente le risorse per aumentare il numero degli assessori e reintrodurre i sottosegretari. Quando però si tratta di garantire un servizio pubblico essenziale come il trasporto, la soluzione è sempre la stessa: far pagare i cittadini».
Secondo il Vicepresidente del Consiglio regionale, l’aumento tariffario è stato deciso «senza alcuna gradualità, senza confronto con enti locali e associazioni degli utenti e senza prevedere tutele per studenti, pendolari e famiglie», colpendo in modo diretto «le fasce più fragili della popolazione, già penalizzate da servizi spesso inadeguati».
«Con l’interrogazione – conclude Ranuccio – chiedo alla Giunta di spiegare quali criteri abbiano giustificato rincari così elevati e perché non si sia scelto di investire prima sul miglioramento del servizio. Servono responsabilità, ascolto dei territori e priorità chiare: prima i servizi pubblici e il diritto alla mobilità, non le poltrone».

