La nuova Amministrazione, (suo malgrado) in linea con la precedente che ha venduto il gioiello del Miramare seppure per ripianare le sue finanze, manifesta l’intento di proporsi sul mercato con altri immobili, puntando a decentrare le scuole e a centralizzare gli alberghi soprattutto di lusso
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Luci e ombre sul sistema turistico calabrese sono emerse dalla recente analisi compiuta da Teha, The European House – Ambrosetti, circa l’impatto del Destination Marketing (insieme delle Politiche e degli investimenti pubblici integrati per accrescere l’attrattività e la competitività territoriale messo in campo dalla Regione), illustrata qualche giorno fa in piazza Paolo Orsi al museo di Reggio. Pil e occupazione in crescita e aeroporti calabresi in ascesa, specie quello di Reggio. Un quadro positivo rispetto al quale non è stata corrispondente un’adeguata crescita del tessuto ricettivo con imprese attive nel comparto cresciute solo del 2,4% e un decremento di agenzie di viaggio e tour operator.
«Ringrazio il presidente Occhiuto per avere scelto Reggio per questo incontro con Valerio De Molli, amministratore delegato di Teha, per la prima volta in città per illustrare questi dati, da un lato, confortanti e incoraggianti e dall’altro preoccupanti. Rispetto ad un recente passato, dove la Calabria e in generale Reggio, prima di tutto, offriva solo dati depressivi sotto il profilo economico e turistico, oggi possiamo dire delle cose diverse e vogliamo dirne altre su Reggio che non siano solo relative al rilancio dell’aeroporto. E allora ci chiamano a intervenire la carenza e la mancata crescita della capacità ricettiva. L’Amministrazione si sta attrezzando. Io ho già avviato le procedure affinché alcune strutture pubbliche appartenenti al Comune di Reggio Calabria possano essere messe a bando per intercettare investitori anche esteri che, acquisendoli, possano realizzarvi strutture ricettive di primo livello, soprattutto al centro storico, ma non solo al centro storico. Gli investitori sono interessati al prodotto di Reggio e della Calabria, al brand che stiamo sviluppando. Quindi a noi adesso il compito di creare un circuito turistico attrattivo affinché il turista non venga soltanto per 48 ore, ma si fermi anche una settimana nella nostra città».
Il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, intende capovolgere la narrazione del turismo in città non solo in termini di trasporto aereo e guarda al patrimonio immobiliare comunale, puntando a decentrare le scuole e a centralizzare gli alberghi, soprattutto di lusso, per rispondere anche al target altospendente del turismo crocieristico che si intende incentivare già a partire dalle prossime settimane.
«Vogliamo lavorare per rendere Reggio, un’eccellenza turistica del Paese, non solo del Sud Italia. Dobbiamo rispondere all’incoming turistico che stiamo registrando con servizi alberghieri adeguati. Metteremo a bando strutture di proprietà comunale, alcune dismesse, e quindi da recuperare, alcune funzionanti, ma evidentemente non completamente, e altre funzionanti e adibite ad attività scolastica. C'è, infatti, una intenzione di delocalizzare le scuole, che oggi congestionano il traffico del centro storico, individuando delle soluzioni alternative adeguate e funzionali per famiglie e ragazzi. Gli immobili disponibili in Centro saranno sottoposti all’attenzione di investitori italiani ed esteri, attraverso dei bandi pubblici, al fine di intercettare investitori che di queste strutture possono fare quegli alberghi, hotel che la domanda turistica ci chiede».
Forte di un’attrattività in crescita, l’Amministrazione comunale potrebbe ritenere archiviata la difficoltà di vendita alla quale è andata incontro non una struttura comunale qualsiasi da far diventare un albergo ma il gioiello architettonico neoclassico in stile Liberty affacciato sullo Stretto sulla via Marina di Reggio, venduto nei mesi scorsi al ribasso a 9 milioni di euro, rispetto ai 14 iniziali, dopo due aste deserte. Una scarsa appetibilità derivante dal contesto territoriale poco attrattivo? Un contesto che, nonostante i dati in crescita certificati da Teha group, in pochi mesi non può ragionevolmente ritenersi cambiato radicalmente.
Occorreranno strategie integrate per rendere appetibili le strutture a Reggio, che per altro richiederanno appunto investimenti ulteriori per la destinazione alberghiera. Occorrerà quella rete di servizi di ospitalità, rispetto alla quale solo qualche criticità, senza alcun focus specifico se non su alloggi e alberghi, è stata tracciata in occasione dell’incontro con Teha group, dove si è accennato solo al tema della carenza di guide e competenze linguistiche del personale.
Una riflessione la merita anche il fatto che il Miramare sia stato, in seconda battuta, inserito nel piano Alienazioni e Valorizzazione immobiliari 2026-2028, dal Comune di Reggio per riequilibrare le sue finanze e, rispettando l’accordo con il governo Draghi del 2022, garantire la quota annua di accantonamento per l’ingente contributo ricevuto dallo Stato per mettere in ordine i suoi conti.
Si era tentata l’esternalizzazione della gestione, mantenendolo nel patrimonio ma l’esperienza è naufragata con il risultato di essere almeno riusciti a blindare al destinazione alberghiera e di avere impegnato la somma complessiva di euro 36.600 per uno studio alla società leader della consulenza strategica per lo sviluppo dell’industria dell’ospitalità, quale Ihta s.r.l.(International Hotel and Tourism Advisors) di cui non si è saputo più nulla.
La città di Reggio, con la vocazione turistica che oggi sempre essere proiettata verso una maggiore concretezza, non è riuscita a mantenere nel suo patrimonio il Miramare, vendendolo con non poche difficoltà. La stessa città ambisce adesso a proporre strutture da far diventare alberghi. Una strategia che sposa anche un’altra finalità, unitamente a quella dell’aumento della capacità ricettiva, ossia quella di incidere sul volto del suo centro storico, immaginandolo più dei turisti più che dei reggini, suoi cittadini. Modelli che alla lunga hanno fatto riflettere sulla loro piena efficacia.
C’è poi il tema delle scuole che dal centro storico dovrebbero essere delocalizzate, immaginandolo come esclusivo punto di accoglienza per i turisti e non anche come luogo di vita cittadina.
E ancora, non sono poi tanto lontani nel tempo, ma solo risalenti a qualche anno fa, le notevoli difficoltà di ricollocazione delle classi che a ridosso dell’anno scolastico hanno visto chiudere i loro istituti, dichiarati inagibili a seguito di verifica della vulnerabilità sismica nell’ambito del piano Scuole Belle e Sicure. Certamente trovare soluzioni adeguate e funzionali a Reggio non si è rivelato affatto agevole e ha comportato per disagi notevoli alle famiglie. Non sono mancate le proteste.
Il futuro inizia adesso, altrimenti non esisterà neppure domani. Ma occorre capire di quale Città parliamo e che di Città vogliamo nel futuro, immaginandola già adesso. Questo annuncio certamente promette trasformazioni assai significative, che vanno discusse e concertate, e una tempestività che non è coerente con la dimensione imponente che assume, con la pianificazione territoriale licenziata soltanto lo scorso maggio e con la necessità di creare delle precondizioni di appetibilità che la vendita dell’albergo Miramare ha dimostrato non esserci ancora.




