Il circolo denuncia omissioni, vizi procedurali e rischi per il bilancio comunale dopo l’attivazione del sistema di videosorveglianza
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«FdI aveva scelto di attendere, sperando che Cerbero, il sistema di videosorveglianza attivato a Villa San Giovanni, potesse poggiare su atti amministrativi corretti e trasparenti e l’Amministrazione riuscisse a dare una spiegazione plausibile. Ed in effetti l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e contrastare il mancato rispetto delle norme al Codice della Strada poteva essere in qualche modo compreso». Così, in una nota, il presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Villa San Giovanni, Antonio Messina.
«Oggi, però, quella attesa si è rivelata un errore. La documentazione acquisita sul Cerbero villese mostra incongruenze, omissioni e irregolarità talmente gravi da minare alla base l’intero procedimento. Un sistema che avrebbe potuto rappresentare un deterrente virtuoso si è trasformato in un boomerang amministrativo, con il rischio concreto di un danno economico rilevantissimo per il Comune».
«I fatti ormai parlano chiaro e sono violazioni di legge gravissime che rendono illecita l’adozione del sistema attivato dal Comune villese, a partire dagli atti propedeutici, senza ancora ragionare sulle violazioni della privacy dei cittadini».
«In Consiglio comunale, poi, costretta dai rilievi del Codacons fin dall’agosto scorso e dalle domande del consigliere Siclari, l’Amministrazione ha annaspato, cercato puerili scuse, glissato sul rispetto delle norme nazionali ed europee e si è limitata all’affermazione disarmante: “lo hanno fatto anche altri Comuni”, omettendo che quegli stessi Comuni sono stati sanzionati dal Garante e i sistemi dichiarati illeciti. Una linea difensiva banale, irrilevante e incapace di sanare i vizi originari del procedimento».
«Come se non bastasse, vengono ora richiamate vaghe “sentenze di Cassazione di prossima divulgazione”, che ripetono il contenuto di altre sentenze e del loro contrario, a dimostrazione che non esiste una giurisprudenza consolidata e che nessuna di esse incide sulle irregolarità amministrative rilevate. Nessuna pronuncia può rendere legittimo ciò che è nato in violazione delle procedure essenziali».
«Un’amministrazione realmente vicina ai cittadini è attenta al rispetto della legalità, non solo per tutelare il bilancio comunale – oggi irrimediabilmente compromesso – ma per difendere lo Stato di diritto. La storia recente ci insegna che gli errori amministrativi sono già costati caro ai cittadini, incidendo sui conti pubblici e sulla trasparenza (Tasi, servizio idrico, rifiuti). Questa ennesima iniziativa rischia nuovamente di mandare a gambe all’aria il bilancio comunale».

