di Lorenzo Vazzana – C’è un punto, sulle alture di Sant’Elia, in cui il tempo sembra sospendersi e il respiro si fa più lento. Una delle tre croci domina il paesaggio con la sua presenza semplice e solenne, piantata nella roccia come un segno d’amore inciso nella terra. Intorno, il silenzio vibra di luce. È una giornata di un azzurro limpido, così intenso da sembrare dipinto, e il mare riflette il cielo in un abbraccio infinito.

Sul fondo, l’isola di Vulcano emerge fiera e misteriosa, con i suoi profili scuri che raccontano storie di fuoco e di vento. La croce, immobile e vigile, sembra vegliare su quell’orizzonte antico, custode di preghiere sussurrate e promesse mai dimenticate. In quell’istante, tutto parla di eternità: la pietra, il mare, il vulcano lontano. E il cuore, davanti a tanta bellezza, impara di nuovo a credere nella poesia del mondo.