di Lorenzo Vazzana – C’è un luogo, a Gerace, dove il tempo sembra rallentare fino quasi a fermarsi: è la Porta del Sole, un varco antico che accoglie la luce come fosse un ospite atteso da secoli. In questo scorcio, la pietra calda racconta storie di passi lenti, di sguardi rubati e di silenzi pieni di significato. Il sole, scivolando tra gli archi, disegna ombre morbide che sembrano abbracciare ogni dettaglio, trasformando il quotidiano in qualcosa di intimo e prezioso.

Chi si ferma qui non è mai davvero solo: c’è il respiro del borgo, il sussurro del vento, e quella sensazione lieve di appartenere a qualcosa di eterno. La Porta del Sole non è soltanto un passaggio, ma un invito: a restare, a sentire, a lasciarsi attraversare dalla bellezza. E in quell’istante sospeso, Gerace diventa promessa, ricordo e sogno, tutto insieme.