C’è una sedia sul lungomare che il tempo ha segnato con pazienza. Il legno è spaccato, le linee non sono più quelle di un tempo, eppure in quelle crepe succede qualcosa di inatteso: il sole vi entra piano, come oro liquido. Il tramonto incendia il mare davanti e la luce, filtrando tra le ferite della sedia, sembra raccontare una storia antica.

In Giappone esiste un’arte che ripara le ceramiche rotte con l’oro, il kintsugi. Non nasconde le fratture: le celebra. Le rende parte della bellezza dell’oggetto, memoria visibile del suo viaggio. Guardando quella sedia, sembra di assistere allo stesso miracolo. Le crepe non sono più soltanto segni di usura, ma piccole porte da cui il sole si affaccia sul mondo.

Il mare, intanto, respira lento sotto un tramonto quasi irreale, e tutto diventa più silenzioso. In quel momento la sedia non appare più rotta, ma semplicemente vissuta. Come certe anime che, proprio attraverso le loro fratture, imparano a far passare la luce