Alle prime luci dell’alba, dopo la pioggia, la scultura "Opera" si risveglia accarezzata dal riflesso della luna e da un cielo che profuma ancora di sogni.
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È l’alba, ma la notte non vuole andarsene del tutto. Una pioggia leggera ha lavato via il silenzio, lasciando il mare lucido come vetro e l’aria colma di sussurri. Tra le nuvole, la luna si affaccia timida, come se volesse restare ancora un po’.
E lì, immobile e viva, si erge Opera. La scultura sembra respirare con il cielo, con le onde, con l’umore del giorno che nasce piano. Le sue forme, bagnate e lucenti, raccontano un’emozione sospesa tra luce e ombra, tra passato e nuovo inizio.
È un abbraccio tra elementi: l’arte che si fonde con la natura, l’acqua che riflette la luna, il tempo che si ferma in un istante. Camminare lì, in quel momento, è come entrare in una poesia: una poesia fatta di vento, sale e meraviglia. Un’alba così non si guarda soltanto… si sente.

