C’è un momento, sul lungomare, in cui il giorno si arrende alla sera con una dolcezza che sfiora l’eterno. Il cielo si tinge di sfumature calde, mentre l’Etna, silenzioso e maestoso, lascia salire il suo respiro nel vento, come un segreto antico che non smette di raccontarsi.

Tra gli scogli, un uomo pesca, immobile e paziente, quasi fosse parte di quel paesaggio senza tempo. Le onde accarezzano la riva con un ritmo lieve, portando con sé il profumo salmastro e promesse mai dette. In quell’istante, tutto sembra sospeso: il fuoco del vulcano, la quiete del mare, il gesto semplice di chi attende.

È una poesia che non ha bisogno di parole, dove la solitudine si veste di bellezza e ogni sguardo si perde tra luce e ombra, tra desiderio e memoria