giovedì,Ottobre 6 2022

Ospedale di Locri, il disperato appello di una madre: «Mia figlia disabile qui non si può curare»

La lettera della donna inviata al commissario Di Furia: «Tolto il servizio dell’Elettroencefalogramma. Negato il diritto alla salute»

Ospedale di Locri, il disperato appello di una madre: «Mia figlia disabile qui non si può curare»

«Mia figlia è affetta da trisomia, perché all’ospedale di Locri è stato tolto il servizio?». E’ il disperato appello di Simona Coluccio, mamma di una bambina affetta da una gravissima patologia nonché presidente dell’associazione Comma Tre, con sede a Gioiosa Jonica, a tutela dei diritti dei disabili. In una lettera inviata al commissario dell’Asp di Reggio Calabria Di Furia la donna denuncia l’ennesima storia di diritti negati. «La mia Maria Pia è affetta da trisomia 13 parziale ed emorragia cerebrale, farmacoresistente con crisi epilettiche continue – racconta – Attualmente è seguita dal reparto di neuropsichiatria infantile del policlinico universitario di Messina».

Alla luce della severa patologia, la piccola dovrebbe effettuare i controlli del caso tra cui l’elettroencefalogramma «che noi – aggiunge la madre – eseguivamo periodicamente presso l’ambulatorio dell’ospedale di Locri, con personale qualificato e disponibile. Per noi famiglie del territorio, questo servizio era importante per non trovarsi nelle grosse difficoltà di viaggio presso altre strutture, con tutto il disagio fisico che la bambina potrebbe avere. Ho provveduto personalmente a tentare di prenotare a Locri, ma mi è stato riferito che da diversi anni questo esame non viene effettuato. In un territorio così vasto – si chiede la donna – con molti bisogni, perché un servizio così utile alla collettiva viene dismesso senza avere spiegazioni per garantire il diritto alla salute ai nostri figli?».

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