domenica,Maggio 19 2024

Caso oncologia al Gom, Scaffidi non ci sta: «Denunce tra medici in reparto. Andremo avanti anche senza Correale»

Dopo il video del primario la reazione è stata immediata e apre uno spaccato che lascia emergere conflittualità interne: «Guai giudiziari e cumulo di bugie, valuteremo azioni penali»

Caso oncologia al Gom, Scaffidi non ci sta: «Denunce tra medici in reparto. Andremo avanti anche senza Correale»

Parole forti e nulla affatto lusinghiere ha usato il direttore del reparto di Oncologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, Pierpaolo Correale nello sfogo di quasi 20 minuti affidato alla sua pagina Facebook. Un video reso pubblico dove il medico ripercorre prima la sua carriera al Nord e all’estero per poi raccontare uno spaccato nostrano che non ha fatto tardare reazioni.

Il video di Correale

«Prendo servizio al GOM e conosco il personale che mi avrebbe assistito. In tutto 9 medici e 16 infermieri. Il reparto, con 18 posti letto, era sovraccarico di barelle. Alcuni colleghi erano sorpresi nel vedere un dottore ‘straniero’ in una terra così difficile e complicata. Dopo aver incontrato tutto il personale scopro con grande piacere che alcuni colleghi erano davvero di livello e che per anni ed anni avevano concentrato le loro energie in patologie specifiche».

Per il dottor Correale al suo arrivo «Il reparto era estremamente fatiscente, senza l’aria condizionata e con i bagni nel corridoio». Ma è dopo aver elencato una serie di attività positive svolte sul campo che il primario lancia un assist raccolto al volo. «Questa città merita di essere amata e non possiamo smettere di amarla per colpa di un piccolissimo gruppo di personaggi che decisamente non lo meritano. Anche se non dovessi più esserci, se non dovessi resistere, sappiate che l’oncologia ha preso la sua strada e continuerà ad andare bene con o senza di me». Un messaggio che lascia presagire delle dimissioni? Non è ben chiaro, considerando che ai tanti followers che hanno commentato il video il medico ha risposto che non è ancora ora di andarsene: «Non ancora».

La reazione del commissario Scaffidi

Un video che sottoposto all’attenzione del commissario dell’azienda ospedaliera Gianluigi Scaffidi ha generato una reazione inevitabile. «Sono rimasto francamente interdetto di fronte a questa narcisistica autopromozione – ha detto ai nostri microfoni il commissario – Intanto ci sono delle regole che tutti i dipendenti, compreso me, devono rispettare quindi oggi valuteremo se avviare un procedimento disciplinare per il protagonista di questo video. Questo perché prima di parlare pubblicamente bisogna avere un’autorizzazione che non avrei avuto nessun problema a concedere se solo lo avesse chiesto. E questo è un problema di metodo. Nel merito, il soggetto che parla è un altro che fa parte della categoria di coloro che sputano nel piatto dove mangiano.

Oncologia funzionava bene prima che venisse lui, funziona bene adesso e funzionerà bene quand’è che volesse andarsene. In questo suo sproloquio di 18 minuti, che poteva dedicare forse all’assistenza ai pazienti, ha detto un cumulo di cose inesatte. Lo definisco così perché mi riservo di riascoltarlo con calma e valutare se ci siano gli estremi per una denuncia di natura penale. Quello che mi lascia sconcertato è quel suo dire e non dire. Vedo che ha imparato a lanciare segnali ed essere omertoso. Dice che c’è una piccola minoranza che ce l’ha con lui personalmente. Bene, se è così vada alla Procura della Repubblica e faccia nomi e cognomi, dica i motivi.

Lo dica al commissario e sarò il primo a difenderlo se i motivi sono reali. Lanciare queste cose, fare questa opera di vittimismo a prescindere credo che non serva né all’uomo né al professionista. Sull’uomo sono fatti suoi, sul professionista non gli consentono di tutte le bugie che ha detto anche perché un reparto funziona non se è bravo il primario. Il reparto funzione se sono bravi tutti, se c’è un clima di collaborazione».

Le risposte

Il commissario ha risposto punto per punto ribadendo che «anche se andasse via il reparto funzionerà come prima se non meglio. Se è una scelta sua ce ne faremo una ragione. Quindi il cittadino calabrese può stare più che tranquillo perché qui non è reparto di oncologia, è tutto il percorso oncologico che funziona benissimo e non perché lo dico io ma perché lo dicono i dati».

Lamenta una mancata comunicazione il commissario Scaffidi sottolineando come «la mia porta è sempre aperta. Eppure, le ultime comunicazioni via WhatsApp con lui risalgono a giugno e sono di ottima stima reciproca. Non lo vedo più, ci sentiamo attraverso avvocati. Ci sono problemi giudiziari pesanti che non sono determinati da me o da una sparuta minoranza. In quel reparto c’è un clima invivibile che è captato anche dai pazienti. Quindi, poteva anche evitarci questa sparata. Non siamo preoccupati. Siamo tutti utili nessuno indispensabile. Non c’è nessuno indispensabile al mondo. Se vuole andare via ce ne faremo una ragione ma certamente non posso consentire di buttare fango su questa azienda dove ci sono tantissimi professionisti, anche più bravi di lui, che lavorano in silenzio 20 ore al giorno senza uscire sui giornali o su Facebook».

Scaffidi smentisce Correale ribadendo che «non ho portato niente di nuovo. Ha portato la sua pratica, la sua attività illustre. Non ha creato niente. Si è insediato in una unità operativa che già funzionava benissimo con un clima collaborativo totale. Oggi non è più così. L’azienda andrà davanti con e senza di lui».

Guai giudiziari

Abbiamo chiesto al commissario di chiarire gli aspetti relativi ai «problemi giudiziari». E Scaffidi ha chiarito come all’interno del reparto di oncologia «i medici si denuncino fra di loro. Ci sono varie denunce pendenti presso la procura della Repubblica tra medici. Questo per far comprendere il clima che c’è all’interno del reparto. È un reparto delicato e non è una cosa molto simpatica perché poi si ripercuote sul tipo di assistenza».

Rete oncologica regionale

E che qualche malumore bollisse in pentola era forse prevedibile guardando alla composizione della rete oncologica regionale che vede nominato il dottore Costarella e non il primario di oncologia Correale. E la domanda l’abbiamo rivolta direttamente a Scaffidi. Al commissario abbiamo chiesto da cosa fosse dipesa la scelta. «Dovreste chiederlo a chi ha composto la rete oncologica – ha esclamato Scaffidi – ma credo, con l’aria che tira alla ragione, che sia un problema di merito.

Intendo dire che probabilmente la regione ha individuato soggetti che meritano di stare in quella commissione. Se non c’è il dottore che è stato autore del video ci faremo una regione anche di questo. Nessuno qui dentro è un Padreterno. Tutti siamo formichine che seguiamo come unico obiettivo l’assistenza ai pazienti. Non c’è nessuno più bravo di un altro. Nessuno è il salvatore della patria e questo i cittadini devono capirlo perché è un lavoro di gruppo. Quindi queste auto celebrazioni mi fanno piangere non ridere, piangere».

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