lunedì,Aprile 15 2024

Reggio, presentato il primo studio epidemiologico sui quartieri degradati – VIDEO

Su istanza dei residenti di Mortara San Gregorio Mosorrofa, Arghillà e rione Marconi, flagellati da rifiuti e da roghi di spazzatura, la garante per la salute Anna Maria Stanganelli si è fatta promotrice dell’indagine che sarà condotta da Cnr e Gom per accertare un nesso tra ambiente e malattie

Reggio, presentato il primo studio epidemiologico sui quartieri degradati – VIDEO

Presentato lo studio epidemiologico frutto della sinergia tra Consiglio nazionale delle ricerche e Gom, finalizzato ad accertare un eventuale nesso di causalità tra il degrado e i veleni sprigionati dai roghi dei rifiuti e l’incidenza tumorale registrata in alcuni quartieri particolarmente critici dal punto di vista igienico- sanitario di Reggio Calabria.

L’esperienza pilota nel reggino è stata illustrata presso l’aula commissioni Antonio Acri di palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale a Reggio Calabria. La conferenza stampa ha seguito il tavolo tecnico di Oncologia, prevenzione e ricerca iniziativa a sua volta legata all’incontro “La memoria e l’impegno, in ricordo del Magistrato Lilia Gaeta”, in occasione della Giornata Mondiale Contro il Cancro dello scorso febbraio.

I quartieri da cui partire

Unitamente a quello di fungere da canale di interlocuzioni con le autorità competenti, lo studio costituisce l’impegno assunto dalla garante regionale della Salute Anna Maria Stanganelli che nei mesi scorsi ha eseguito dei sopralluoghi nei quartieri di Mortara San Gregorio e Mosorrofa, incontrando i residenti.

Lo studio è stato già esteso anche ad Arghillà e al rione Marconi, su segnalazione dei residenti. Presenti in aula anche alcune delegazioni dei residenti dei quartieri che saranno i primi ad essere al centro dello studio e che adesso restano in attesa dei fatti.

Il primo studio nel reggino

Si tratta del primo studio epidemiologico condotto nel reggino, la cui istanza è partita dalla cittadinanza per poi essere veicolata e concretizzata dalla garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli.

«Saremo presto in grado di dare delle risposte alla cittadinanza residente nei quartieri che mi hanno rivolto delle segnalazioni. Riposte, corroborate dal rigore scientifico, a domande legittime che attengono alla sfera prioritaria della tutela della salute e della vita. Dunque sono soddisfatta dell’avvio di questo studio che il Cnr ha accettato di eseguire gratuitamente», ha sottolineato la garante regionale per la salute, Anna Maria Stanganelli.

Un’indagine sugli ultimi dieci anni

«Abbiamo subito accolto l’input della garante per questo primo studio epidemiologico a Reggio Calabria, dando la nostra massima disponibilità. Lo studio avrà ad oggetto i dati messi a disposizione dal Gom. Lo step da compiere per avviare lo studio è in capo al Grande Ospedale Metropolitano che dovrà confrontarsi con il Garante per la Privacy.

Appena possibile metteremo in correlazione la residenza dei pazienti con l’insorgenza di malattie cardiovascolari o polmonari. Abbracceremo il lasso di tempo degli ultimi 10 anni, sufficiente per accertare il nesso, laddove esistente. Sono ottimista sui tempi e credo che saranno ragionevoli», così Giovanni Tripepi, in rappresentanza del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dirigente di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica di Reggio Calabria.

La questione privacy prima di trattare i dati

«Ricercheremo i dati e li forniremo al Cnr. Abbiamo già allertato gli uffici ma è necessario preventivamente sciogliere il nodo della privacy, trattandosi di dati sensibili. Attraverso i dati relativi agli accessi al pronto soccorso, degenze e follow up, circoscrivendo la ricerca alle zone indicate, individueremo, se esistente, una causa scatenante. Ovviamente è prioritario affrontare la questione, molto stringente, della Privacy. Lo faremo.

Questo studio epidemiologico è essenziale per la programmazione di una buona rete sanitaria. La richiesta della cittadinanza, specialmente in questo caso particolare, darà frutti a beneficio di tutti». Così il commissario Straordinario del Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria, Gianluigi Scaffidi.

Dal locale al nazionale

L’indagine rientra tra «questi studi epidemiologici locali possono rivelarsi molto preziosi in un panorama nazionale». Lo ha sottolineato da remoto Fabrizio Bianchi, professore associato di Ricerca dell’istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, collegato da remoto.

L’indagine sarà estesa, come annunciato dalla stessa garante Stanganelli ai quartieri dove sarà ritenuto necessario espletarla. L’annuncio in occasione della recente manifestazione dei quartieri in piazza Italia è stato ribadito questa mattina.

Certamente in questa primo tratto del percorso sarà possibile valorizzare la disponibilità della Cnr a svolgerlo a titolo gratuito. Se l’estensione assumesse proporzioni massicce non è da escludere la necessità di risorse dedicate.

Plausi anche dal coordinatore della Rete Oncologica per la Regione Sicilia, Vincenzo Adamo, e dall’omologo della Regione Calabria, Gianfranco Filippelli, che ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa e la necessità di mettere a sistema i dati che emergeranno.

«Ormai non vi è dubbio che alla base dell’insorgenza di patologie tumorali ci siano anche le condizioni ambientali. Il degrado per altro non è solo quello visibile ma anche quello sommerso, quello interrato, quello affondato. Dunque questo primo studio nel reggino assume una importanza strategica che potrà essere messa a frutto, fornendo dati scientifici precisi.

Un lavoro certosino da coordinare con lo strumento legislativo esistente, quale quello del registro tumori, molto carente nella nostra regione». Così il coordinatore della Rete Oncologica per la Regione Calabria, Gianfranco Filippelli.

Anche zone un tempo discariche

«Accogliamo con favore – ha sottolineato il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà – l’iniziativa della garante nell’ottica della sinergia istituzionale necessaria per affrontare sfide di questa portata. Auspichiamo che l’esperienza sia condotta ad ampio raggio nei vari quartieri critici che certamente non esistono solo nel reggino e, in particolare, possa estendersi anche alle zone di Reggio Calabria in cui sono state già eseguite delle bonifiche e che in passato sono state segnate dal degrado.

Contemplare un arco di tempio ampio credo sia elemento essenziale per addivenire a risultati attendibili. Come amministrazione auspichiamo altresì che tale percorso sia accompagnato da un essenziale scatto culturale senza il quale qualunque azione perderà di efficacia. Ci sono diritti da rivendicare ma anche doveri da adempiere. Senza questo impegno condiviso, ogni intervento si rivelerà fallimentare. È inoltre necessario un impegno istituzionale congiunto per fare fronte alle problematiche che spesso si accompagnano all’emergenza ambientale in molti nostri quartieri. Penso a quello della sicurezza». Ha sottolineato ancora il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

Nel ricordo di Lilia Gaeta


«Certamente il Consiglio Regionale appoggia questa iniziativa, assicurando l’impegno massimo che è anche quello che il presidente Roberto Occhiuto sta profondendo sul fronte della sanità. Tengo a sottolineare che l’avvio di questo studio avviene anche nel ricordo del sorriso della giudice Lilia Gaeta, per noi ancora di grande ispirazione». Così Domenico Giannetta unico consigliere regionale medico città metropolitana di Reggio Calabria.



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