«Nei giorni scorsi abbiamo evidenziato i gravi disagi che ha creato la chiusura della struttura di via Padova, meglio conosciuto come “Polo Sud”.

Il vuoto di offerta sanitaria che si è creato nella zona sud della città è inaccettabile.

Le Istituzioni devono (dovrebbero) prima di tutto pensare alle fasce deboli; quella parte della popolazione che è più fragile da un punto di vista sanitario.

È chiaro che i cittadini facoltosi hanno la possibilità di scelta: possono curarsi presso strutture private a pagamento:

I pensionati, ai disoccupati, alle persone portatrici di handicap devono essere necessariamente supportati dalle Istituzioni ed in primo luogo dalle Istituzioni Sanitarie le quali devono garantire una risposta sanitaria gratuita pubblica e di prossimità.

Per queste ragioni l’Azienda Sanitaria Provinciale non avrebbe potuto chiudere il Polo Sud senza aver prima individuato una struttura alternativa.

Si tratta di una violazione del diritto alla salute che è garantito dalla Costituzione (art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo …. E garantisce cure gratuite agli indigenti”.

E peraltro riscontriamo il silenzio della Istituzione Comunale.

Ricordiamo che il Sindaco è la massima Autorità Sanitaria nel territorio Comunale giusto quanto disposto dal Testo Unico degli Enti Locali (Art. 50 del D.Lgs. 267/2000). E allora, occorre subito – senza tentennamenti – avviare un tavolo di concertazione tra le istituzioni interessate affinchè individuino un sito alternativo.

Il Comune può offrire vari edifici comunali nella zona sud della città.

Immaginiamo per esempio l’utilizzo della struttura “Girasole” che vegeta da anni inutilizzata, ma anche a strutture affidate al Comune dall’Agenzia dei beni confiscati presenti anch’esse nella zona sud della città e che sono di tali dimensioni da poter adeguatamente ospitare i servizi sanitari ex Polo Sud. Ci rivolgiamo a S.E. il sig. Prefetto affinchè si adoperi a convocare un tavolo di concertazione nel silenzio grave delle Istituzioni interessate (Amministrazione Comunale e Asp).

Aspettiamo risposte urgenti ed adeguate ma sicuramente vigileremo, a tutela delle fasce deboli residenti nella zona sud monitorando costantemente gli sviluppi del grave vuoto sanitario ad oggi esistente. Alla Politica il dovere della proposta; alle Istituzioni il dovere di garantire i diritti dei cittadini», concludono Lorenzo Fascì e Massimo Gallo, rispettivamenre segretari provinciale e regionale del partito comunista di Unità popolare.