Niente da fare per i bilanci consuntivi delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi. Ci sarà ancora da attendere prima di poterli adottare, almeno fin quando la Regione non avrà effettivamente riacquisito il potere di gestione e controllo nel settore sanitario. Negli ultimi sedici anni e fino a qualche settimana fa affidato alle cure di un commissario di governo, dal 9 aprile scorso – teoricamente – tornato ad una gestione ordinaria.

In quella data, infatti, il Consiglio dei Ministri ha assunto la decisione “storica” di concludere il mandato commissariale e riaffidare alle mani della Regione Calabria l’amministrazione della sanità. Tuttavia, da allora si è in attesa che le determinazioni di Palazzo Chigi acquisiscano concreta efficacia, con ciò provocando una vera paralisi amministrativa.

Il presidente della Regione non ha potere di firma, e ciò comporta immediati riflessi innanzitutto sul piano economico e finanziario. Già a fine aprile il dipartimento Salute aveva autorizzato gli enti del servizio sanitario a posticipare l’adozione dei bilanci, con scadenza entro il 30 aprile, per l’impossibilità di procedere al riparto del fondo sanitario 2025. La Cittadella aveva accordato una proroga di 15 giorni, evidentemente persuasa di poter evadere la pratica in capo a poche settimane.

E in effetti il 29 aprile il ministero per gli Affari regionali e le Autonomie aveva provveduto a trasmettere il dpcm ma precisando che il decreto era stato parimenti inviato agli organi di controllo per gli adempimenti del caso e che l’atto avrebbe dunque acquisito efficacia solo ad esito positivo. Il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri si trova ancora alla Corte dei Conti per il controllo preventivo di legittimità e la successiva registrazione.

A due giorni dalla scadenza della proroga accordata, il dipartimento è stato quindi costretto a scrivere nuovamente alle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi per spostare i termini per l’adozione dei bilanci. La giunta non può procedere al riparto del fondo sanitario 2025 e all’assegnazione di ulteriori risorse già programmate, le aziende non possono chiudere i consuntivi.

In ragione di ciò, «si rappresenta che l’adozione dei bilanci di esercizio 2025 da parte degli enti del servizio sanitario regionale entro il termine del 31 maggio 2026, rispetto alla scadenza ordinaria del 30 aprile, non costituirà inadempimento da parte dei direttori generali o commissari straordinari». Così ha disposto il dirigente generale del dipartimento Salute, Ernesto Esposito, nel disporre una ulteriore proroga ai fini dell’adozione dei documenti contabili.