L’iniziativa, promossa dall’associazione onlus Lady Mary e ideata da Pasquale Polimeni, si fonda su un principio semplice: dare valore agli oggetti, ridurre gli sprechi e favorire relazioni tra le persone
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A Reggio Calabria c’è uno spazio in cui il denaro non è necessario e dove gli oggetti tornano a vivere attraverso lo scambio. È la Bottega del Baratto, nata il 9 novembre 2025 in via Argine Destro Annunziata, un progetto che, a distanza di mesi dall’apertura, continua a consolidarsi come punto di riferimento per chi crede nella sostenibilità e nella solidarietà.
L’iniziativa, promossa dall’associazione onlus Lady Mary e ideata da Pasquale Polimeni, si fonda su un principio semplice: dare valore agli oggetti, ridurre gli sprechi e favorire relazioni tra le persone.
Cos’è la bottega del baratto e come funziona
La Bottega del Baratto è il primo negozio di scambio solidale della città. Qui non si compra e non si vende: si baratta, appunto.
Chiunque può portare oggetti che non utilizza più — abbigliamento, utensili domestici, accessori, piccoli mobili — purché siano in buone condizioni, e ottenere in cambio punti da utilizzare per prendere altri beni.
«Chi porta qualcosa riceve un punteggio e può scegliere tra ciò che è disponibile», spiega Pasquale Polimeni. «Se serve qualcosa di valore maggiore, si possono accumulare punti con ulteriori scambi. È un sistema semplice che stimola le persone a tornare e a partecipare».
Il meccanismo si basa su una tessera annuale dal costo simbolico, pensata per rendere il sistema sostenibile e accessibile.
La prima partnership: revisione auto e buono baratto
A rafforzare il progetto, è arrivata una collaborazione concreta con il Centro Revisioni Italfreni, situato proprio accanto alla bottega, in via Argine Destro Annunziata 174, a Reggio Calabria (telefono: 0965 1970563).
Dal 10 al 22 di ogni mese, chi effettua la revisione auto presso Italfreni riceve un buono omaggio (del valore di 40 euro), immediatamente utilizzabile all’interno della Bottega del Baratto.
Non si tratta solo di una promozione, ma di un meccanismo che collega un adempimento obbligatorio a una pratica alternativa di consumo.
«La revisione è qualcosa che tutti devono fare», osserva Polimeni. «Abbiamo voluto trasformare questo obbligo in un’occasione per avvicinare le persone al baratto. In questo modo si entra in bottega non per necessità economica, ma per scelta consapevole».
Un incentivo concreto allo scambio e al riuso
La formula è semplice: revisione veloce e controlli accurati da un lato, e dall’altro la possibilità di scegliere oggetti utili senza utilizzare denaro.
Il buono da 40 euro consente di accedere subito a una vasta gamma di prodotti disponibili in bottega: articoli per la casa, accessori, abbigliamento e molto altro.
Si tratta di un incentivo che punta a modificare le abitudini, introducendo gradualmente il baratto nella quotidianità e che potrà essere potenziato con ulteriori e nuove partnership con le realtà del territorio.
Non solo oggetti: una rete di relazioni
La Bottega del Baratto non è solo un luogo fisico, ma un progetto sociale più ampio. «Non è soltanto uno scambio di oggetti», sottolinea infatti Pasquale Polimeni. «È uno scambio di esperienze, di relazioni, di fiducia. In un momento in cui tutto ha un prezzo, vogliamo dimostrare che il valore può essere anche altrove».
A distanza di mesi dall’apertura, la Bottega del Baratto dimostra che un’economia alternativa è possibile, soprattutto quando riesce a integrarsi con servizi essenziali del territorio.
La prima collaborazione rappresenta un esempio concreto di come realtà diverse possano contribuire a diffondere una cultura del riuso e della sostenibilità. Per riportare al centro il senso del valore che non si misura in denaro me nella capacità di dare nuova vita alle cose e al contempo creare relazioni.

