«Una struttura abbandonata è diventata una meravigliosa casa per anziani. Non una casa di riposo, ma un progetto alternativo al ricovero a lungo termine, fondato sulla coabitazione in un contesto comunitario e inclusivo, dove viene garantito un percorso di assistenza sociale e sociosanitaria integrata di tipo familiare, capace di aiutare la persona a mantenere autonomia e indipendenza».

Con queste parole il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, ha presentato il nuovo servizio di housing sociale realizzato agli “Ex Ricoveri Riuniti”, struttura restituita alla città dopo un importante intervento di riqualificazione.

Erano presenti anche Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale ed ex sindaco, l’assessore al Welfare Lucia Nucera, gli ex assessori al ramo Demetrio Delfino e Giuseppe Marino, insieme ai consiglieri comunali Marcantonino Malara, Franco Barreca e Giovanni Latella. Nel corso dell’incontro sono intervenuti il dirigente del settore Welfare Francesco Barreca, il dirigente dei Lavori pubblici Bruno Doldo, la Rup Paola Amato e Pasquale Ambrosino, presidente della cooperativa Exodus Calabria che gestisce la struttura.

Battaglia ha sottolineato il valore sociale e umano dell’iniziativa: «Pensare agli ultimi significa avere una vera idea di città. Il Comune è una famiglia fatta di amministratori e dipendenti che lavorano ogni giorno per costruire servizi concreti. Non ci sono tratti di penna che possono cancellare il lavoro di chi fa compiere passi avanti alla città. È questa la differenza che deve emergere: dare opportunità a chi ha davvero a cuore il bene comune. In questo quartiere è stato fatto tantissimo e, da sindaco, sento il dovere di ringraziare tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a costruire qualcosa di importante per la comunità».

La struttura, affidata alla cooperativa Exodus grazie al lavoro del settore Politiche sociali del Comune, sia dotata di spazi moderni e funzionali: domotica, cucina condivisa, palestra, aree dedicate alla lettura e alla musica, oltre a un ampio parco esterno.

Pasquale Ambrosino ha parlato di «una rinascita resa possibile grazie ai fondi europei, all’Amministrazione comunale che ha creduto nel progetto e al settore Welfare che ha lavorato in maniera sistemica. Questo luogo nasce dalle macerie della vecchia casa di riposo comunale e oggi torna a vivere attraverso azioni concrete. Grazie anche al contributo di Ikea, che ha sostenuto alcune attività intergenerazionali e legate all’inclusione dei migranti».

Bruno Doldo, ha spiegato che «l’intervento di riqualificazione, per circa un milione di euro, ha riguardato gli spazi interni, le aree esterne e l’efficientamento energetico della struttura, con l’obiettivo di garantire agli ospiti un ambiente accogliente e un soggiorno piacevole».

Francesco Barreca ha ricordato «il valore storico della struttura in cui hanno lavorato tante operatrici che hanno dedicato la loro vita all’assistenza. Negli anni quell’esperienza si era persa perché gli spazi non erano più idonei. Siamo intervenuti facendo squadra tra più settori e utilizzando diverse fonti di finanziamento, dal Pon Metro al Poc Metro, fino alle risorse del Pnrr – Missione 5 – dedicate agli anziani». Barreca ha inoltre spiegato che sono stati stanziati 750 mila euro per la gestione del servizio, affidato tramite bando pubblico, che potrà ospitare fino a 30 persone prive di una rete familiare.

Paola Amato ha evidenziato che il progetto «È stato fortemente voluto per ripensare gli spazi e restituire centralità alla vita di relazione degli anziani. Questo non è un luogo in cui vengono semplicemente ospitati, ma uno spazio in cui possono abitare, condividere esperienze, socializzare e ritrovare il proprio posto nella comunità».

L’assessore Lucia Nucera ha parlato di «un lavoro lunghissimo, nato con l’obiettivo di restituire vita e amore a questi luoghi, creando un modello di housing sociale in cui le persone possano vivere e interagire». Nucera ha ringraziato Claudio Brandi, Eleonora Megale e tutto il settore Politiche sociali per il lavoro svolto, annunciando inoltre che «la casa del custode diventerà un nuovo luogo di ritrovo per gli anziani. Si tratta – ha aggiunto – di un servizio innovativo che nel Sud Italia ha pochi esempi. Speriamo possa diventare un modello da seguire». La mattinata si è conclusa con un open day e la visita guidata della struttura da parte dei presenti.