Sabato la comunità accompagnerà Maria SS. Assunta nella tradizionale ‘Nchianata verso la chiesetta che domina il paese. Don Zappalà: «Qui la devozione unisce generazioni diverse e tiene insieme la comunità»
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C’è un giorno che ad Arasi non è come gli altri. Un giorno atteso, custodito nel cuore della comunità arasitana e di chi, anche da lontano, continua a sentirsi figlio di questa terra. Sabato 27 giugno il paese si ritroverà attorno a Maria SS. Assunta per dare inizio a un cammino che profuma di fede, tradizione e appartenenza.
Alle 10:30, nella Chiesa Madre di Santa Maria del Popolo, i fedeli si raccoglieranno per la recita del Santo Rosario. A seguire, uno dei momenti più intensi e sentiti: la statua della Madonna sarà posta sulla vara tra il suono delle campane, il profumo dell’incenso e gli sguardi commossi di quanti, anno dopo anno, vivono questa giornata come un appuntamento del cuore.
Seguirà la Santa Messa, che sarà presieduta da don Giovanni Gattuso, parroco di Cannavò, mentre don Giovanni Zappalà, amministratore parrocchiale di Arasi, concelebrerà la celebrazione.
Una scelta voluta nel segno della fraternità sacerdotale e della comunione tra comunità sorelle, che conferirà particolare solennità a questo significativo momento del cammino mariano. Un gesto che testimonia come la fede si rafforzi nella condivisione e nella collaborazione pastorale, rendendo ancora più intensa la festa dedicata a Maria SS. Assunta.
In questa occasione abbiamo chiesto a don Giovanni Zappalà di raccontare il significato di questo nuovo tempo mariano vissuto insieme alla comunità.
«Ogni anno questo momento si rinnova, ma non si ripete mai uguale a sé stesso. Ad Arasi ho imparato che la fede non è qualcosa che si osserva soltanto: è qualcosa che si vive, che si porta sulle spalle insieme. Qui la devozione all’Assunta è un linguaggio comune, che unisce generazioni diverse e tiene insieme il paese».
Al termine della celebrazione prenderà vita la tradizionale ‘Nchianata, il pellegrinaggio che accompagnerà l’Assunta verso la storica chiesetta di San Leonardo, che dall’alto veglia sul paese e sulla sua gente. Passo dopo passo, tra preghiere, canti e silenzi carichi di emozione, la Madonna salirà verso quel luogo tanto caro alla memoria degli arasitani, rinnovando una tradizione che si tramanda da generazioni.
Ad accompagnare tutti i momenti solenni del cammino mariano sarà, come da tradizione, il Complesso Bandistico “Città di Ortì”, presenza fedele e attesa, capace di dare voce alla festa con le sue marce e i suoi inni, rendendo ancora più intenso ogni passaggio della celebrazione.
Per sette sabati Maria resterà a San Leonardo, custodendo dall’alto le famiglie, i lavoratori, gli anziani e quanti portano Arasi nel cuore anche vivendo lontano. Sarà il tempo dei ritorni, degli incontri e della preparazione spirituale alla grande festa dell’Assunta.
Ad accompagnare questo cammino di fede sarà anche l’impegno silenzioso e prezioso del Comitato Feste 2026, già al lavoro per preparare i festeggiamenti dedicati a Maria SS. Assunta. Un gruppo di volontari che, con spirito di servizio e amore per la comunità arasitana, contribuisce a custodire e tramandare una tradizione che rappresenta l’anima più autentica del paese.
Perché ad Arasi la devozione alla Madonna non è soltanto una tradizione religiosa: è un legame profondo con le proprie radici, una storia di fede e di popolo che continua a vivere nel tempo.
E ancora una volta, tra campane, preghiere e memoria, l’Assunta tornerà a San Leonardo, richiamando i suoi figli sotto il suo manto e ricordando a tutti che certe tradizioni non appartengono soltanto al passato, ma continuano a dare senso e speranza al presente.

