C'è chi la ricorda sulle spalle dei pescatori, chi da bambino aspettava il suo passaggio davanti agli altarini allestiti lungo la spiaggia e chi, oggi (o, per meglio dire, fino a ieri), quella Vara la porta con orgoglio insieme a decine di altri ragazzi. Per Bova Marina la processione della Madonna del Mare è molto più di uno dei momenti centrali della festa patronale: è un rito che accompagna la storia di tutta la comunità, un patrimonio tramandato di generazione in generazione e custodito da chi, ogni anno, sceglie di mettersi al servizio della Stella del Mare.

È da questo sentimento che nasce l'appello lanciato dai giovani portatori della Vara, preoccupati per quelle che, secondo quanto riferiscono, saranno alcune modifiche introdotte nell'edizione di quest'anno della processione. Un cambiamento che, ai loro occhi, rischia di alterare gesti e simboli rimasti immutati per oltre un secolo. Tra le tradizioni che sarebbero state soppresse anche la rincorsa verso il mare al tradizionale grido di «Evviva Maria», rito caratteristico che in più punti da sempre accompagna la processione del sabato, oltre alle soste della processione in barca della domenica davanti agli altarini preparati lungo la spiaggia dalle famiglie del paese, dove tradizionalmente la Vara veniva scesa a riva dall’imbarcazione per essere accolta dai fedeli. Ma soprattutto, la processione del sabato a piedi dalla Rocca del Capo al mare lungo le vie del Paese si svolgerebbe con la Vara sistemata su un carrello anziché trasportata a spalla dai portatori.

Per i portatori, però, la questione va oltre gli aspetti organizzativi. «Essere portatore della Vara della Madonna del Mare per noi non è soltanto un servizio – ci spiegano – ma un gesto di fede, di devozione e di amore verso la Vergine Maria. Sulle spalle si sostiene il peso della Vara, ma nel cuore si custodisce una tradizione che unisce generazioni, una promessa fatta con sincerità e una preghiera silenziosa che accompagna ogni passo della processione».

Un servizio vissuto come un atto di fede prima ancora che come un compito materiale. Ogni passo, spiegano, rappresenta un affidamento alla Madonna del Mare, protettrice dei pescatori, dei marinai, delle famiglie e di tutti coloro che hanno nel mare una ragione di vita e di speranza. Quest’anno più che mai, con una Bova Marina «ferita gravemente ma ancora viva» dal Ciclone Harry dello scorso gennaio.

Dietro l'appello c'è anche il lavoro portato avanti negli ultimi anni da un gruppo di giovani bovesi che ha scelto di investire tempo, passione e sacrificio per mantenere viva una tradizione che rischiava di perdere partecipazione. «Abbiamo sempre cercato esclusivamente di mantenere vive le tradizioni storiche della festività religiosa che rappresenta la nostra comunità, senza voler aggiungere o modificare nulla, nel pieno rispetto delle leggi e delle usanze locali». Un impegno che, raccontano, ha riportato tanti ragazzi ad avvicinarsi alla comunità e persino alla fede. «Siamo riusciti a coinvolgere tanti giovani, rafforzando in loro il senso di appartenenza e l'amore per la nostra Stella del Mare e per ciò che significa essere bovesi. Abbiamo visto partecipare e rendere protagonisti tantissimi giovanissimi alla processione della nostra amata Madonna del Mare, come non accadeva da moltissimi anni».

Per questo i giovani portatori chiedono che la tradizione venga preservata. «Molte persone sostengono che le tradizioni non cambiano, perché rappresentano l'eredità ricevuta dalle generazioni precedenti e custodiscono l'identità di una comunità. La tradizione di Bova Marina, ma soprattutto della nostra Vergine Maria, che è stata portata sulle nostre spalle e su quelle delle generazioni precedenti, non può e non deve essere cambiata».

Il loro è un appello rivolto all'intera comunità. «Le amministrazioni passano, i parroci passano, così come passiamo tutti noi, ma le tradizioni restano e le nostre sono secolari». E ancora: «Bisogna coinvolgere, collaborare e sostenere i giovani e tutti coloro che, con impegno, sacrificio e passione, si adoperano ogni giorno per custodire e tramandare le tradizioni del nostro paese. Solo così potremo garantire un futuro alle nostre radici e alla nostra identità».

Perché, sostengono, la Madonna del Mare appartiene ai bovesi di ieri, di oggi e di domani. E il desiderio è che possa continuare a percorrere le strade del paese così come l'hanno conosciuta le generazioni che li hanno preceduti. Per non perdere quel barlume di speranza che lega indissolubilmente passato, presente e futuro, in una terra di radici e sacrifici capace di resistere anche alla più violenta delle tempeste.