Una posizione che ha provocato la reazione immediata dei volontari, protagonisti – secondo quanto dichiarato – di un’attività decennale di gestione e cura degli animali ospitati nel canile.

Secondo quanto ricostruito dall’associazione, il canile di Mortara è stato sotto sequestro giudiziario dal 2017 fino al 14 gennaio 2026. In questo periodo, i volontari sarebbero entrati nella struttura con autorizzazione del GIP e del custode giudiziario, garantendo quotidianamente la tutela degli animali.

«Tale definizione stride fortemente con 10 anni di attività all’interno del canile e 306 cani fatti adottare», affermano, rivendicando un impegno costante nella pulizia dei box, nella somministrazione di cibo e farmaci e nella gestione delle adozioni.

Nel dettaglio, l’associazione sottolinea come, in questi anni, tutte le attività ordinarie – dalla manutenzione alla disinfezione – sarebbero state svolte esclusivamente dai volontari, senza interventi diretti da parte dell’amministrazione. Un lavoro che, evidenziano, ha portato all’adozione di 306 cani, tutti regolarmente censiti e seguiti anche nel post-affido, con spese interamente sostenute dai volontari stessi.

A partire da marzo 2026, Dacci Una Zampa ETS aveva chiesto al Comune la stipula di una convenzione per proseguire l’attività “nella piena legalità e a costo zero per l’Ente”, richiamando quanto previsto dalla normativa regionale. Richiesta respinta con la nota del 24 aprile, nella quale il Comune ha ribadito l’irregolarità della presenza dell’associazione e comunicato di essersi attivato con altre realtà per la gestione delle adozioni.

Su questo punto, i volontari evidenziano di non avere informazioni sulle associazioni coinvolte né sulle modalità operative all’interno della struttura.

«Non chiediamo fondi né incarichi – precisano – ma solo il riconoscimento legale della nostra attività per continuare a tutelare i cani».

La vicenda si inserisce nel clima della campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio, richiamata esplicitamente dagli stessi volontari: «Lasciamo che siano i cittadini a valutare questa risposta».

Uno scontro che apre interrogativi sulla gestione futura del canile di Mortara e sul ruolo del volontariato all’interno dei servizi pubblici dedicati al benessere animale.