Un percorso educativo strutturato, partecipato e condiviso, che mette al centro la consapevolezza digitale e la responsabilità collettiva. All’IC “Radice-Alighieri” di Catona si è concluso il progetto “PEER… Contrastare il Cyber-Bullo 2026!”, culminato nel convegno “Educazione digitale per un web sicuro”, momento di sintesi e restituzione che ha coinvolto studenti, docenti e famiglie.

L’iniziativa, inserita nell’ambito delle azioni previste dalla legge 234/2021 per il contrasto al cyberbullismo, ha rappresentato un’esperienza formativa articolata e trasversale, sviluppata tra febbraio e aprile attraverso attività didattiche, incontri con esperti e momenti di confronto.

Due i percorsi principali che hanno caratterizzato il progetto. Da un lato, il lavoro guidato dal cyber-psicologo Simone Gargiulo, incentrato sulla peer education e rivolto agli studenti. Attraverso metodologie attive – tra cui una escape room digitale – i ragazzi sono stati coinvolti in attività collaborative, chiamati a riconoscere le dinamiche del cyberbullismo e a sviluppare competenze relazionali e digitali. Un approccio che ha trasformato gli studenti in protagonisti del processo educativo, capaci di influenzare positivamente il gruppo e di diventare punti di riferimento tra pari.

Parallelamente, il percorso curato dalla psicologa Valentina Cartisano ha interessato sia gli alunni della scuola primaria sia la componente adulta della comunità scolastica. Con i più piccoli, attraverso attività esperienziali e momenti di riflessione, è stato possibile lavorare su empatia, gestione dei conflitti e riconoscimento delle emozioni. Con docenti e genitori, invece, gli incontri online hanno aperto uno spazio di confronto sulle sfide educative legate al mondo digitale, rafforzando il dialogo tra scuola e famiglia.

Il percorso si è concluso il 16 aprile con il convegno presso la sede di via Mercato, aperto dai saluti del primo collaboratore della dirigente, Agostino Giordano. A illustrare le attività e i risultati sono stati la referente d’istituto per il bullismo e cyberbullismo, Simona Leanza, insieme al team composto da Maria José Azzarà e Roberto Ripepi.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche diversi esperti, offrendo un quadro completo del fenomeno: dalla dimensione psicologica a quella legale e tecnologica. Tra questi, la psicologa Giulia Cugliandro, che ha approfondito i segnali di disagio nei contesti scolastici, e l’esperto di criminalità informatica Pierluigi Sanna, già responsabile della Polizia Postale, che ha illustrato rischi e responsabilità connessi all’uso della rete. Spazio anche al contributo di Antonio Luciano Battaglia, esperto in cybersecurity, che ha sottolineato l’importanza di «imparare a leggere i segnali e costruire una rete di protezione condivisa».

A chiudere i lavori è stato lo stesso Gargiulo, che ha evidenziato l’efficacia delle metodologie adottate e il ruolo centrale dei pari nella prevenzione, sottolineando la crescita di consapevolezza e responsabilità nei ragazzi coinvolti.

Un progetto che conferma come il contrasto al cyberbullismo non possa essere affidato a interventi sporadici, ma richieda un’azione educativa continua e condivisa, capace di coinvolgere l’intera comunità scolastica e di accompagnare i giovani nella costruzione di una cittadinanza digitale consapevole.