Il nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino porta alla comunità il saluto e la benedizione di Papa Leone XIV: «Non stancatevi di evangelizzare e di lottare per una società libera e solidale»
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Un invito alla Chiesa reggina a essere aperta, capace di costruire ponti e pronta ad affrontare le trasformazioni del presente. È il messaggio affidato da monsignor Edgar Peña Parra, nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, alla comunità riunita per celebrare Maria, Madre della Consolazione.
All’inizio della sua omelia, Peña Parra ha rivolto un pensiero ai sacerdoti presenti, unendosi al ringraziamento per quanti operano quotidianamente nelle comunità della Calabria. Quindi ha portato a Reggio Calabria il saluto del Pontefice: «A nome del Santo Padre, Papa Leone XIV, porto il suo saluto, il suo affetto paterno e la sua benedizione apostolica a tutta la comunità che cammina e vive nell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova».
Maria, madre del riscatto
Tre le dimensioni indicate nel corso dell’omelia, a partire da Maria come madre del riscatto. La consolazione divina, ha spiegato Peña Parra, non coincide con una sensazione momentanea capace di alleviare il cuore o cancellare le tensioni, ma rappresenta «un’esperienza di riscatto e soprattutto di liberazione».
Il riferimento è alla missione dell’unto del Signore annunciata dal profeta Isaia: portare la buona notizia, liberare gli afflitti e fasciare i cuori spezzati. Una missione che Cristo, attraverso il battesimo, ha affidato a ogni credente.
«Una spiritualità mariana si misura sempre sul mandato di Cristo e non sui progetti personali o organizzativi», ha sottolineato, ricordando l’insegnamento di san Paolo VI e l’amore operoso della Vergine, da Nazareth alla casa di Elisabetta, fino al Calvario.
«Siate costruttori di comunione»
Al centro della riflessione anche il ruolo di Maria come madre della comunità. Peña Parra ha richiamato il cammino di rinnovamento avviato dalla Chiesa reggina insieme all’arcivescovo Fortunato Morrone, invitando i fedeli a non limitarsi alla trasformazione delle strutture, ma a rinnovare profondamente la presenza ecclesiale nel territorio.
«Cercate in tutti i modi possibili di essere costruttori di comunione e di amicizia», è stato il suo appello. Da qui l’invito a non cedere alla tentazione di rimanere ancorati a ciò che è stato: «Il passato può servirci da guida, è un maestro, ma il passato è passato. Dobbiamo continuare a camminare».
La sfida, ha aggiunto, è quella di una Chiesa dalle porte aperte, che non abbia paura del confronto e sappia uscire dall’autoreferenzialità. Un percorso che deve coinvolgere non soltanto le comunità cristiane, ma anche la società civile, il mondo associativo e quanti non condividono la fede.
«Anche lì dobbiamo tendere ponti. In questo momento così difficile per il mondo, per l’Europa e per l’Italia, dobbiamo continuare a costruirli e non chiuderci al dialogo con gli altri. Un cristiano è esperto di comunione, non di campanilismo».
L’impegno per una società libera e solidale
La consolazione di Maria, ha ricordato il nunzio apostolico, non significa assenza di dolore. La stessa Vergine è rimasta accanto al Figlio nel momento della Croce. Il messaggio delle Beatitudini spinge quindi i cristiani a cercare una consolazione che non sia passeggera, ma radicata nella fiducia in Dio.
«La Chiesa reggina è sempre impegnata ad asciugare le lacrime dei suoi figli che soffrono per le difficoltà di ogni giorno. La parola della consolazione rinnova oggi la chiamata a non stancarsi di lottare per una società libera e solidale».
Peña Parra ha ripreso le parole pronunciate da san Giovanni Paolo II durante la visita del 1988, quando il Pontefice invitò la comunità a formare «cittadini onesti, animati dallo spirito di servizio, moralmente e spiritualmente preparati mediante lo studio dell’insegnamento sociale della Chiesa».
«Siete un popolo di forti tradizioni religiose e civili. La forza morale di un popolo si misura dalla capacità di resistenza, dalla volontà di non soccombere dinanzi alle avversità e dal positivo impegno nella costruzione di una società più giusta e più pacifica».
Le Beatitudini, ha aggiunto, rappresentano il modello al quale ispirare ogni cammino ecclesiale, traducendo nella vita sociale e politica i valori della fede e anticipando, nelle scelte quotidiane, il cielo verso il quale è diretto il cammino cristiano.
Dall’intelligenza artificiale ai giovani, le nuove strade della fede
Guardando al futuro, Peña Parra ha invitato la Chiesa reggina a cercare, sulle orme di san Paolo, patrono dell’Arcidiocesi, strade nuove per portare il Vangelo.
«Non temete di cercare vie nuove per l’evangelizzazione. Oggi è necessario farlo, trovare nuovi modi per portare il Vangelo ai giovani, ai malati e a tutto il popolo di Dio, perché ci troviamo davanti a sfide nuove».
Tra queste ha indicato anche l’intelligenza artificiale, destinata a interrogare sempre più profondamente la società e la stessa comunità ecclesiale. Davanti ai cambiamenti, la Chiesa è chiamata a chiedere luce al Signore per individuare linguaggi e percorsi capaci di raggiungere ogni uomo e ogni donna desiderosi di conoscere Dio e incontrare la sua misericordia.
«Non stancatevi di evangelizzare, non stancatevi di portare a tutti la gioia del Risorto che libera e salva, senza paure e senza tentennamenti», ha esortato Peña Parra.
In questo cammino rientrano i percorsi di iniziazione cristiana, il dialogo con il mondo della cultura e dell’università, l’impegno sociale, la formazione dei presbiteri e la pietà popolare. Proprio su quest’ultima ha richiamato l’attenzione della comunità, invitandola a custodirne il valore senza ridurla a una ripetizione priva di slancio.
«Dobbiamo chiederci insieme se annunciamo davvero la buona notizia che rinnova oppure se ripetiamo soltanto una stanca abitudine religiosa».
L’esortazione conclusiva è stata a vivere la fede con gioia e a trasformarla in una testimonianza concreta: «Non sia anche questa una consolazione per noi? Testimoniare con la propria vita la morte e la risurrezione di Cristo, senza perdere mai la gioia».

