La coordinatrice metropolitana di Fratelli d’Italia, Ersilia Cedro, interviene sull’assetto del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo dopo l’avvio dell’iter per il nuovo rettore: nel mirino l’assenza della componente dei professori e la posizione dell’avvocato Giuseppe Falcomatà, ritenuta non più coerente con il ruolo attuale.
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L’Università Dante Alighieri ha avviato l’iter burocratico per l’elezione del nuovo rettore, incarico rimasto vacante a seguito delle dimissioni del dottor Fulvio Gismondi. Una fase delicata per l’Ateneo, che si intreccia con una situazione complessa legata alla composizione del Consiglio di amministrazione.
A intervenire è la coordinatrice metropolitana di Fratelli d’Italia Reggio Calabria, Ersilia Cedro, che solleva «più di un dubbio» sull’attuale assetto del CdA.
Secondo quanto evidenziato, l’attuale Consiglio di amministrazione si è insediato a seguito di un’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria dello scorso dicembre, un provvedimento di natura cautelare nell’ambito di un contenzioso ancora aperto e destinato a ulteriori sviluppi giudiziari.
Nel merito della composizione, Cedro sottolinea come non sia stata riconosciuta la componente dei professori all’interno del CdA, circostanza definita «assai singolare» perché, a suo avviso, verrebbero meno le prerogative della rappresentanza accademica.
Altro punto sollevato riguarda la presenza, in seno al Consiglio, dell’avvocato Giuseppe Falcomatà, indicato come rappresentante della Città Metropolitana. Una presenza che, secondo la coordinatrice di Fratelli d’Italia, risulterebbe non più coerente con l’attuale ruolo istituzionale, essendo Falcomatà oggi consigliere regionale.
«Francamente la situazione in essere risulta incomprensibile», afferma Cedro, evidenziando come lo Statuto dell’Ateneo preveda che la Regione Calabria esprima un componente nel CdA senza diritto di voto, mentre Falcomatà manterrebbe tale prerogativa pur non ricoprendo più la carica di sindaco metropolitano.
Nel documento viene inoltre richiamato un possibile profilo di conflitto d’interessi, legato al fatto che la Regione Calabria eroga risorse all’ente e che, secondo quanto sostenuto, chi siede nel CdA con diritto di voto contribuisce alla destinazione di tali fondi.
La coordinatrice di Fratelli d’Italia richiama infine il ruolo dell’Ateneo come «presidio essenziale di cultura, formazione e sviluppo per il territorio», sottolineando come il suo corretto funzionamento rappresenti un interesse collettivo, con ricadute dirette sul futuro dei giovani e della città.
Da qui la richiesta: che si valuti la posizione dell’avvocato Falcomatà all’interno del Consiglio di amministrazione, «senza aspettare che sia lui a determinarsi in merito», in quella che viene definita «una questione di responsabilità amministrativa, morale e di opportunità politica».

