VIDEO | Il prof dell'Ateneo reggino spiega il nuovo modello di sviluppo capace di unire ricerca scientifica e mondo produttivo, valorizzando competenze, innovazione e trasferimento tecnologico
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Nel corso dell’intervista “A tu per Tu”, il professore Felice Arena dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha raccontato il nuovo modello di sviluppo dell’Ateneo, soffermandosi in particolare sul rilancio del dottorato di ricerca. Un incarico appena avviato, ma già centrale nella visione strategica dell’Università, che non rappresenta un traguardo personale bensì un punto di partenza per costruire il futuro della comunità accademica.
Il dottorato, come evidenziato da Arena, è il cuore della formazione avanzata e il luogo in cui crescono i giovani ricercatori chiamati a interpretare e affrontare le grandi trasformazioni della società contemporanea. Per questo l’Università Mediterranea punta a una nuova fase di sviluppo, basata su una più stretta interazione con enti pubblici, istituzioni e aziende, attraverso il rafforzamento dei dottorati aziendali. Un modello capace di unire ricerca scientifica e mondo produttivo, valorizzando competenze, innovazione e trasferimento tecnologico.
Questo percorso assume un significato ancora più profondo se rapportato al territorio calabrese, ricco di potenzialità ma segnato da criticità strutturali e da una storica fuga di giovani talenti. L’Università diventa così un presidio culturale fondamentale, chiamato non solo a formare professionisti e ricercatori, ma anche a contribuire allo sviluppo sociale ed economico del territorio, creando opportunità concrete e rafforzando il senso di appartenenza.
Accanto alle sfide economiche, emerge anche il ruolo della cultura come leva di cambiamento. Investire in ricerca, conoscenza e formazione significa promuovere una crescita consapevole, capace di valorizzare l’identità locale e allo stesso tempo aprirsi al confronto nazionale e internazionale. In questo senso, il dottorato di ricerca si configura come uno strumento strategico per alimentare una nuova classe dirigente, attenta all’innovazione ma radicata nel contesto in cui opera.
La visione illustrata dal professore Arena pone dunque l’Università Mediterranea al centro di un progetto più ampio: essere motore di sviluppo, laboratorio di idee e spazio di dialogo tra sapere accademico, imprese e società. Una sfida ambiziosa che passa attraverso la cultura, la ricerca e la capacità di credere nel futuro del territorio.

