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Affidamento imminente per la demolizione e ricostruzione della scuola di Gallico chiusa dal 2009. Il progetto, finanziato con Agenda Urbana, servirà l’intera zona nord.
Dopo oltre quindici anni di attesa, prende forma il cantiere per la nuova scuola Boccioni di Gallico. L’intervento di demolizione, ricostruzione e rifunzionalizzazione dell’istituto, chiuso dal 2009 per inagibilità, entra finalmente nella fase operativa: è stata infatti pubblicata la gara per l’affidamento dei lavori, con scadenza fissata al prossimo 6 agosto.
Il progetto – già approvato con delibera n. 253 del 30 dicembre scorso – rientra nel programma “Agenda Urbana” e mira a restituire alla città una scuola moderna, sicura e pienamente funzionale. I tempi previsti dal cronoprogramma parlano chiaro: il cantiere dovrebbe chiudersi entro 18 mesi dall’apertura ufficiale.
A esprimere soddisfazione per il risultato è il consigliere comunale Giuseppe Giordano, delegato a decentramento, patrimonio e politiche giovanili. «L’attesa notizia della ricostruzione del Boccioni – afferma – non riguarda solo Gallico, ma tutta la zona nord e la vallata del Gallico. L’istituto è stato storicamente un presidio educativo e formativo. Oggi possiamo finalmente intravedere un orizzonte positivo e significativo per tutto il territorio».
Giordano ha sottolineato il lavoro sinergico portato avanti con gli ex assessori Francesco Costantino e Ciccio Gangemi, con il consigliere delegato alle risorse comunitarie Carmelo Romeo e con Anna Briante, insieme ai settori tecnici di lavori pubblici, risorse comunitarie e istruzione. «Grazie all’opera programmatoria dell’amministrazione Falcomatà – ha evidenziato – siamo ora nelle condizioni di consegnare al territorio una scuola all’altezza delle esigenze di studenti, famiglie e personale scolastico».
Accanto all’intervento principale, l’amministrazione sta già lavorando alla futura riqualificazione della palestra adiacente, per completare il rilancio dell’intero complesso scolastico.
«Il nostro compito ora – conclude Giordano – è fare in modo che tutte le fasi procedano senza ritardi. Dopo anni di attesa e promesse, è giunto il momento di restituire alla comunità un luogo di crescita, formazione e appartenenza».

