La morte di Francesco Guccini riporta Reggio Calabria a una sera rimasta nella memoria musicale della città. Era il 6 marzo del 2000 quando il cantautore emiliano salì sul palco del Palapentimele, protagonista di un concerto organizzato da Ruggero Pegna nell’ambito di Fatti di Musica e dedicato all’Associazione Donatori Midollo Osseo.

«Anche lui apprezzò questo scopo benefico e consentì che se ne parlasse dal palco prima del concerto», ricorda il promoter e organizzatore calabrese, che negli anni costruì con Guccini un rapporto umano e artistico intenso. «Ho fatto di tutto per averlo tra i protagonisti dei miei Fatti di Musica, inseguendolo per l’Italia, fino a convincere lui e il suo management».

Il primo incontro calabrese risale al 1997, con il concerto al Palacorvo di Catanzaro, «un evento straordinario». Dopo la tappa reggina del 2000, Guccini tornò a Catanzaro il 30 marzo 2007. «Quello non fu solo un concerto, pensai che il Sud fosse in grado di tributargli qualcosa di più», racconta Pegna.

In quell’occasione il cantautore ricevette il Riccio d’Argento, premio del festival realizzato dall’orafo Gerardo Sacco. Il giorno precedente aveva inaugurato, al Complesso monumentale del San Giovanni, la mostra Stanze di vita quotidiana, composta da circa centocinquanta opere di Maurizio Carnevali, Giovanni Marziano e Peppino Sala. All’evento partecipò anche Vincenzo Mollica, che la definì «una delle mostre più importanti mai realizzate», dedicandole un servizio al Tg1.

L’ultimo concerto calabrese arrivò il 18 giugno 2010, allo stadio Lorenzon di Rende, in occasione dei settant’anni dell’artista. Pegna lo premiò nuovamente: «Lui, che in generale non accettava premi, lo riprese sorridendo».

«Oggi è davvero un giorno triste per la Musica, la Letteratura e la Cultura del nostro Paese - scrive Pegna -. Ciao immenso Francesco, grazie per le tante emozioni, per le tue canzoni, le tue storie, per la bellezza del tuo animo dolce e gentile. Ciao Guccini, artista infinito».