Dodici anni di cammino condiviso, vissuti nel segno dell'ascolto, della vicinanza alle fragilità e del dialogo con le istituzioni. La Diocesi di Locri-Gerace ha salutato monsignor Francesco Oliva con una solenne Santa Messa di ringraziamento e congedo, celebrata nella Basilica Concattedrale di Gerace proprio nel giorno del suo dodicesimo anniversario di ordinazione episcopale. Una liturgia partecipata da sacerdoti, diaconi, autorità civili e militari, associazioni e tantissimi fedeli giunti da ogni vicariato, giunta alla vigilia dell'avvio del ministero del nuovo vescovo, monsignor Cesare Di Pietro.

Nell'omelia, monsignor Oliva ha richiamato l'essenza profonda del servizio episcopale: «Il pastore non è colui che comanda, ma colui che è mandato da Dio a servire la comunità». Ricordando l'importanza di una Chiesa «in cammino, semper reformanda», il presule ha condiviso con i presenti un passaggio toccante sulla propria esperienza personale di malattia, vissuta come luogo di grazia e di vicinanza al Cristo sofferente. Oliva ha voluto rassicurare la comunità sul legame indissolubile con il territorio: «Non penso di abbandonarla: mi sento parte di essa», invitando poi tutti ad accogliere con gioia e obbedienza l'arrivo del suo successore.

Da parte sua, monsignor Cesare Di Pietro ha fatto pervenire un messaggio di stima e fraterno affetto, sottolineando come «i Padri non vadano mai in pensione» e ricordando la dedizione e la mitezza con cui Oliva ha guidato la diocesi.

A tracciare il bilancio di questo lungo percorso pastorale è stato don Massimo Nesci, coordinatore del comitato d'accoglienza, che a nome del presbiterio ha ripercorso le tappe salienti dei dodici anni di episcopato: dall'ordinazione di 11 nuovi sacerdoti all'attenzione costante per la Caritas e l'Unitalsi, fino alla valorizzazione dei santuari mariani di Polsi, Bombile e Nostra Signora dello Scoglio. Senza dimenticare l'impegno per la tutela del patrimonio culturale e di culto, con i tanti restauri avviati grazie ai fondi PNRR e all'8xmille.

Un ringraziamento corale a cui si sono uniti anche i rappresentanti delle istituzioni civili e del laicato. Il sindaco di Gerace, Rudi Lizzi, ha evidenziato la sinergia che ha consentito la rigenerazione della Cittadella Vescovile e del Convento dei Cappuccini, mentre il primo cittadino di Locri, Giuseppe Fontana, ha espresso gratitudine per il sostegno dato dal presule ai percorsi di legalità e inclusione sociale. Parole di profonda stima sono giunte anche dalla Presidente di Azione Cattolica, Girolama Polifroni, e da Carmen Bagalà per la Caritas diocesana, che ha ricordato come l'azione del Vescovo abbia insegnato che «la carità non è elemosina, ma domanda di giustizia».

Voltata questa pagina carica di ricordi e gratitudine, l'attenzione della comunità diocesana è ora tutta rivolta all'appuntamento di questo sabato, quando si terrà l'insediamento ufficiale di monsignor Cesare Di Pietro, pronto a raccogliere un testimone prezioso e a proseguire il cammino ecclesiale nel solco tracciato.